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Per ripianare i dissidi sulla manovra con la Commissione Ue, il governo italiano ha intenzione di ridurre il rapporto deficit/Pil al 2,2% contro il 2,4% messo in conto inizialmente. Lo riportano indiscrezioni pubblicate sul Messaggero.
Vertice stasera a Palazzo Chigi per definire interventi per ridurre il livello di deficit Pil 2019 sotto il 2,4% indicato finora e bocciato da Bruxelles. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte intervenendo all’evento ‘Sindaci d’Italia’ promosso a Roma da Poste Italiane.Come riporta Reteurs, secondo una fonte governativa in vista del vertice di stasera, il
Il Pil della Germania del terzo trimestre, in linea con i dati preliminari, mostrano un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Su base tendenziale, tenendo conto degli aggiustamenti di calendario, il Pil è cresciuto dell’1,1%. Lo ha comunicato l’ufficio federale di statistica, confermando così la prima contrazione dal 2015.
Il Brasile ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2018. Secondo le nuove stime, diffuse da Governo della prima economia dell’America latina, il Pil crescerà all’1,4% dall’1,6% previsto in precedenza. L’inflazione è stata rivista al rialzo al 4,5%. Le ragioni della previsione di minore crescita sono legate al rallentamento generale e al crollo della produzione di
Gli USA volano e il resto del mondo frena? Presto i ruoli potrebbero invertirsi. E la Fed se ne accorgerà, secondo il Director of Global Macro Research di Brandywine Global (gruppo Legg Mason)
Si allunga l’ombra dei consumi sulla crescita cinese. Secondo gli analisti di JD Digits, nonostante la buona situazione finanziaria, i consumatori cinesi stanno stringendo la cinghia a causa delle incertezze sul futuro. E questo potrebbe avere pesanti ripercussioni sul Pil del gigante asiatico, già sotto pressione per via delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti.In
Sono sempre più numerosi gli economisti che scommettono su una brusca frenata dell’economia americana nel 2019. Secondo un sondaggio condotto da Cnbc tra 10 economisti, le attese sono per una crescita media del Pil del 2,4% dal 3,2% atteso per quest’anno mentre nessuna recessione è vista fino al 2020.Tre i fattori dietro il rallentamento, a partire
L’Ocse taglia le stime sul Pil italiano e prevede un aumento del disavanzo dei conti pubblici. Secondo l’Organizzazione di Parigi, ‘la ripresa ha perso slancio’ – spiega nell’Outlook economico semestrale – specificando che per questo motivo l’aumento del Pil per il 2018 è stato rivisto all’1% (dall’1,2% indicato a settembre e 1,4% a maggio) e le stime puntano
L’Istat rivede al ribasso le previsioni per il Pil nel 2018 e si attende una crescita del prodotto interno lordo (Pil) dell’1,1% in termini reali per quest’anno, “in rallentamento” rispetto al 2017 quando il Pil era aumentato dell’1,6%.L’attuale scenario di previsione – dice l’istituto – è caratterizzato da alcuni rischi al ribasso rappresentati da una più
La revisione al ribasso non sorprende visti i dati deboli degli ultimi mesi e non si discosta di tanto da stime governo. Sono più ottimiste di quelle di Commissione Europea e FMI.