Istat taglia stime Pil, ma crede in ripresa domanda interna

21 Novembre 2018, di Daniele Chicca

Pur essendo più pessimista del governo, l’Istat mostra di credere più di altre organizzazioni ed economisti nelle potenzialità della manovra finanziaria, in particolare per quanto riguarda sia l’effetto positivo che le misure dovrebbero avere sulla domanda interna, sia le stime sul Pil.

Secondo i calcoli dell’istituto nazionale di statistica nel 2019 il Pil si espanderà dell’1,3% e non dell’1,4% come stimato in precedenza a maggio. In confronto il governo giallo verde stima che quest’anno la crescita del Pil si fermerà all’1,2%, prima di risalire nel 2019 all’1,5% e quello successivo dell’1,6%.

La previsione meno rassicurante da parte dell’Istat è quella riguardante il 2018: quest’anno l’espansione dell’attività sarà dell’1,1% e non più dell’1,3% come era stato anticipato in una prima lettura. Detto questo, la stima si avvicina a quella dell’esecutivo e la revisione al ribasso non deve sorprendere troppo, visti i dati deboli comunicati alla fine di ottobre e relativi al terzo trimestre.

Inoltre, l’Istat ritiene che il piano di bilancio del governo favorirà la domanda interna l’anno prossimo, che sarà per l’appunto segnato da un periodo di crescita più intensa rispetto all’anno in corso. Le esportazioni nette, in compenso, non offriranno alcun contributo alla crescita.

Le stime dell’Istat sul 2019 sono più ottimiste di quelle della Commissione Europea e del Fondo Monetario Internazionale che puntano rispettivamente su un incremento del Pil dell’1,2% e dell’1% in Italia. Confindustria è ancora più pessimista: vede un rialzo del Pil dell’1,1% nel 2018 e dello 0,9% nel 2019, ben sei decimali in meno di quanto stima il governo (+1,5%). Tuttavia la previsione fatta a ottobre, non tiene conto di quanto il governo inserirà nella legge di bilancio.