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Non solo Goldman Sachs. Anche gli analisti di JP Morgan si aspettano un rallentamento dell’economia Usa nel corso del 2019. Secondo le stime della banca, il Pil dell’economia a stelle e strisce segnerà un rallentamento al +1,9% per via delle politica restrittiva della Fed e la fine degli effetti degli incentivi fiscali. Previsto invece un boom
L’Ocse segnala nel terzo trimestre un incremento del Pil dell’area che riunisce i 36 Paesi industrializzati dello 0,5% contro +0,7% registrato nei tre mesi precedenti.Su basa annua, la crescita dell’area Ocse continua a rallentare, con +2,4% nel terzo trimestre da +2,5% nel precedente, 2,6% nei primi tre mesi del 2018, 2,7% nel quarto trimestre 2017
La colpa, secondo la banca d’affari Usa, è anche della Fed che alzerà i tassi altre cinque volte fino a fine 2019
La domanda da parte dei consumatori continua ad essere pressoché stazionaria: secondo il documento “Congiuntura Confcommercio“, curato dal centro studi della confederazione, l’indicatore dei consumi crescerà di un modesto 0,1% mese su mese a novembre (+0,2% tendenziale). Contestualmente il Pil, a novembre, crescerà dello 0,1% su base mensile e dello 0,7% su base annua. In
Sempre più economisti scommettono su una frenata mondiale nel 2019. E, a dispetto dell’ottimismo della Fed, anche gli Usa finiranno nel vortice
Un passo indietro che non si vedeva da tre anni: il Pil tedesco, nel terzo trimestre, è diminuito dello 0,2% nel confronto sul trimestre precedente. E’il segno di un rallentamento dell’economia europea che non risparmia la maggiore locomotiva del continente. Sul dato pesa il crollo nella produzione di autoveicoli, arrivata a perdere il 23% nel mese
La locomotiva tedesca mette la retromarcia. Nel terzo trimestre, il Pil è diminuito dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, confermando allo stesso tempo una crescita dell’1,1% su base annua. Lo ha reso noto l’ufficio federale di statistica.
Nell’ultimo quarto dell’anno, invece, il PIL dovrebbe espandersi del 2,6% e non più del +2,8% come era stato anticipato.
Le stime sul tasso di crescita non si negoziano: non usa giri di parole il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria che in una nota smentisce le indiscrezioni apparse sui giornali secondo cui il tasso di crescita dell’Italia sia stato o sia oggetto di dibattito politico.“Le previsioni di crescita sono infatti il risultato di
Ne è convinto il centro studi Prometeia, secondo cui nel quarto trimestre la produzione industriale tornerà a correre spingendo in alto il Pil