Bruxelles lancia l’allarme sul nuovo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente: Pil italiano allo 0,5% nel 2026 e debito al 139,2% del Pil nel 2027.
In materia di macroeconomia per PIL, Prodotto Interno Lordo, si intende il totale di beni e servizi prodotti da uno Stato espresso in valuta.
Viene misurato in un determinato arco di tempo, di solito un anno, e tiene conto, come detto, della produzione di beni e servizi, realizzati da parte di soggetti residenti e non, destinati al consumo da parte dell’acquirente finale, alle esportazioni nette (differenziale fra esportazioni totali e importazioni totali) o a investimenti sia pubblici che privati. Non rientra in questo conteggio il prodotto destinato a consumi intermedi per ottenere nuovi beni e servizi.
Il PIL, in altre parole, può essere spiegato come:
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Bruxelles lancia l’allarme sul nuovo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente: Pil italiano allo 0,5% nel 2026 e debito al 139,2% del Pil nel 2027.
Secondo l’ultima indagine ABI, il calo della popolazione attiva e l’invecchiamento mettono sotto pressione economia e welfare. Quattro le leve strategiche individuate: giovani, donne, laureati e flussi migratori regolari
Il via libera è arrivato mentre l’Eurostat certifica nero su bianco che la probabile uscita del nostro paese dalla procedura per disavanzo eccessivo non avverrà prima del 2027: ecco i numeri.
Nel complesso, il nuovo World Economic Outlook delinea un’economia globale ancora resiliente ma fortemente esposta a rischi geopolitici e shock energetici, con una crescita più debole e disomogenea tra le diverse aree del mondo.
In un’intervista alla BBC, Larry Fink, ceo di BlackRock, indica due scenari legati all’Iran. E sull’intelligenza artificiale spiega: “nessuna bolla, ma servono elettricità e infrastrutture a basso costo”.
Le nuove previsioni economiche indicano una crescita moderata per l’Italia con PIL allo 0,7% e inflazione al 2,2%. Pesano le tensioni geopolitiche e l’incertezza sui prezzi dell’energia.
In uno scenario globale segnato da dazi Usa, l’osservatorio britannico rivede al rialzo le stime sulla crescita italiana. Inflazione sotto il 2% e consumi ancora motore dell’economia, ma il debito è visto sopra il 135% del Pil fino a fine decennio
Dal valore aggiunto di 96 milioni ai 252 milioni di impatto economico complessivo e oltre 1.300 posti di lavoro: ecco quanto pesa il Festival di Sanremo sull’economia italiana.
Con una crescita media annua dello 0,4%, l’Italia accumula solo un +9,8% in un quarto di secolo, molto meno di Francia (+35%), Germania (+28%) e Spagna (+50%).
Con i primi sei mesi del 2025 ormai alle spalle, è il momento dei bilanci di metà anno, anche per la Cina. Nel primo semestre il PIL cinese è cresciuto del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2024, in linea con il target fissato dal governo. Parallelamente, il deficit si è assestato al 4% del PIL, il valore più ampio degli ultimi trent’anni, dato che sembra confermare la volontà del governo di sostenere con decise politiche industriali il ciclo economico.