Eurozona pagina 239
I mercati sottovalutano i rischi creditizi che corrono sia gli stati sovrani, sia le banche. Basterebbe guardare i livelli del debito governativo e del settore finanziario non privato. Solo in periodi di guerra erano piu’ elevati (Foto: il chief economist Willem Buiter).
La crisi non e’ finita, e’ solo dormiente. Con le turbolenze politiche in Italia e Spagna, ci sono i primi segni di un risveglio del “contagio negativo”. A differenza delle rivali Usa e britanniche, le banche europee sono solo all’inizio del ciclo di alleggerimento del debito.
Lo pensa uno dei top economist dell’Ifo tedesco, Hans-Werner Sinn. Allearsi con il Regno Unito, per ridisegnare l’Europa in modo da “sviluppare una struttura che porti piu’ prosperita’, pace, liberta’ ed unita’.”
L’attuale rimbalzo nei confronti del dollaro riflette solo a metà l’andamento dell’economia dell’Eurozona. Il cambio corretto sarebbe un altro. Ecco quale: l’opinione di Alessandro Fugnoli, Kairos.
Siamo in piena campagna elettorale. E si vede. Il premier uscente lancia il rush finale: sarebbe stato lui con i suoi interventi a cacciare la Troika Ue/Bce/Fmi installata a Roma a dettare la politica economica. “Grazie a maturità italiani, scommessa rischiosa riuscita”.
In settimana i dati sul lavoro rischiano di esporre i costi sociali della crisi del debito e dela recessione nei paesi piu’ fragili dell’Eurozona. Il tasso dei senza lavoro e’ visto crescere a un nuovo record in dicembre.
Nel 1974 500 tonnellate d’oro furono messe a garanzia di un prestito di $2 miliardi a favore dell’Italia da parte della Bundesbank. Perche’ non ripetere oggi un’operazione simile? L’opinione di BullionVault.
Grazie al trattato che istituisce il fondo salva stati, ogni paese europeo potrà rinegoziare l’esposizione debitoria con gli investitori, facendo saltare in aria gli accordi originari: di Pasquale Marinelli.
Atteso annuncio del premier Cameron: si terra’ voto per decidere i rapporti futuri del paese con l’Europa, compresa l’opzione di lasciare il blocco a 27. Che soffre di una “mancanza di responsabilita’ democratica e di consensi”.
Sara’ ufficializzato il passaggio di consegne all’olandese Jeroen Dijsselbloem, illustre sconosciuto a Bruxelles, ministro delle Finanze e leader dei labouristi. Ha un profilo che piace alla Germania.