Eurozona pagina 20
L’eurozona ha commesso errori politici “non accettabili” che l’hanno lasciata pericolosamente esposta alle tempeste economiche. L’avvertimento è quello lanciato da Christine Lagarde del Fondo Monetario Internazionale.Parlando alla banca centrale francese a Parigi, Lagarde ha puntato il dito contro la mancanza di una vera unione monetaria, fiscale e bancaria nella zona euro, situazione che ha reso
Nel 1999 il premio Nobel per l’economia Milton Friedman aveva previsto che l’euro non sarebbe sopravvissuto: questi mesi diranno se aveva ragione o meno.
Secondo le previsioni degli analisti delle due banche Usa il peggio, per l’economia dell’Eurozona sarebbe ormai alle spalle: area sorprenderà al rialzo.
Crisi duplice: economica e geopolitica. Commissione Ue potrebbe spingere il paese sull’orlo della bancarotta per portare a un cambiamento politico.
Crescita più solida del previsto a febbraio per l’indice PMI composito della zona euro che, secondo Ihs Markit, tocca i 51,9 punti contro i 51 di gennaio e i 51,4 della stima flash.L’indice PMI servizi (finale) è salito a 52,8 dalla stima flash di 52,3 e da 51,2 di gennaio. La crescita del settore privato nell’area
Mercato del lavoro stabile nella zona euro. Secondo quanto rende noto l’Eurostat a gennaio 2019 il tasso di disoccupazione arriva al 7,8% come nel mese precedente.Il dato risulta migliore rispetto al 7,9% atteso dagli analisti e, confrontato con l’8,6% di gennaio 2018, indice un livello di disoccupazione ai minimi dall’inizio della crisi.
Secondo uno studio condotto dal Center for European Politics (gruppo euroscettico) dalla nascita della moneta ci hanno guadagnato tedeschi e olandesi.
Per il ministro delle finanze tedesco, la locomotiva europea riuscirà ad evitare il peggio: “primi lievi segnali di ripresa per Germania e Europa”
Ora che 65% società ha presentato i conti fiscali si può dire che l’Europa non faceva così male da 4 anni: pesano i rischi al ribasso per l’economia.
Il capo del FMI parlando a Die Zeit non nasconde la probabilità di una revisione ulteriore al ribasso delle prospettive di crescita tedesche.