Goldman Sachs e Morgan Stanley in corso: nuovo slancio per l’Eurozona

18 Marzo 2019, di Alberto Battaglia

Anche se gli indicatori economici ancora non lo attestano, gli analisti Goldman Sachs e quelli di Morgan Stanley sono convinti che il rallentamento dell’economia dell’Eurozona abbia ormai passato la fase peggiore. In particolare, la ripresa dell’attività economica cinese, data l’interdipendenza con l’Ue, lascia ben sperare su un’accelerazione della crescita per il Vecchio Continente.

“Ci sono segnali che mostrano come la parte peggiore del momento di debolezza sia ormai alle nostre spalle”; ha detto l’economista di Goldman Sachs, Jari Stehn, in una nota, “a dispetto delle sorprese in negativo dell’anno scorso, i dati più recenti sono stati generalmente migliori delle attese”.

Secondo Goldman Sachs la seconda metà dell’anno vedrà accelerare la crescita del Pil dell’Eurozona dall’1%, atteso nei primi 6 mesi, all’1,4%. A favorire questa risalita sarebbero maggiori aumenti nei salari, il ribasso nei prezzi petroliferi e una politica fiscale mediamente più espansiva fra i membri Ue.

Morgan Stanley: pessimismo eccessivo, Europa sorprenderà al rialzo

Dello stesso avviso è il responsabile equity di Morgan Stanley, Graham Secker. “Pensiamo che l’oscurità” associata all’economia dell’Eurozona “sia eccessiva e che l’Europa sia destinata a sorprendere al rialzo. Una buona parte del rallentamento in Europa lo scorso anno è stato causato dalla Cina. Il brusco calo nella crescita ha pesato sull’Europa, data la sua sensibilità al commercio e alle esportazioni”, ha scritto Secker.

L’indice Pmi cinese ha dato segnali di risalita, e storicamente tende a guidare la controparte europea. Secondo l’analista di Morgan Stanley, fra le cause del rallentamento europeo che stanno via via diminuendo la propria influenza negativa andrebbe aggiunta la crisi dell’auto tedesca.

Il prossimo test per per l’andamento dell’economia Ue sarà propo il Purchasing Managers Index di marzo.