Euro, dopo 20 anni di errori potrà sopravvivere?

26 Marzo 2019, di Daniele Chicca

La Brexit sta rubando la scena e innervosendo gli investitori di questi tempi ma l’Europa ha problemi ben più gravi da risolvere. L’economia dell’area euro sta rallentando in un momento poco opportuno. Ovvero In vista delle elezioni europee i fine maggio, che vedranno i sovranisti alla carica contro le formazioni filo europeiste. La recessione che arriverà metterà a dura prova il progetto dell’Eurozona che ha bisogno di una leadership più forte.

Pierre Pâris, presidente della direzione generale della Banque Pâris Bertrand si chiede sulle pagine di Le Temps, quotidiano svizzero, se la moneta unica può sopravvivere dopo 20 anni di errori. L’euro avrebbe dovuto somigliare agli europei, ma invece ne sta provocando le divisioni. Come evidenziano i toni accessi della campagna elettorale delle europee, l’Europa è più polarizzata che mai.

Se si vuole rendere veramente irreversibile il progetto dell’euro, come proclamò Mario Draghi nel celebre discorso “whatever it takes” del luglio del 2012, spetta alla Germania prendere l’iniziativa e andare incontro ai paesi più vulnerabili dell’area. “Berlino è l’unico dei grandi paesi che non può essere accusato di conflitto di interessi”, dice Pâris. E che pertanto, secondo il dirigente della banca svizzera, ha la credibilità per dare una svolta.

Euro: lotta per la sua sopravvivenza

Le divergenze socio economiche sono sempre più marcate in Europa, una regione divisa tra i paesi virtuosi che hanno messo in ordine i conti e quelli più indebitati, i cui progressi dopo la crisi del 2008 sono rimasti marginali. Tra i primi oltre alla Germania si possono citare i Paesi Bassi, l’Austria e la Finlandia, i cui deficit e livelli di indebitamento sono sotto controllo.

Alcuni paesi del Sud d’Europa, come l’Italia e la Grecia, invece hanno rapporti tra debito e Pil molto elevati. Ma tra i meno virtuosi si può citare anche la Francia, seconda potenza d’Europa. Visti i precedenti è naturale, secondo il banchiere, dubitare della capacità di questi paesi di ridurre i costi, i deficit e la spesa pubblica prima del prossimo rallentamento economico.

Per questo, in attesa della prossima recessione che sembra alle porte, questo è un bel banco di prova per i capi di Governo Ue e per le autorità europee. La Brexit per ora è stato un successo per gli eurocrati e un fallimento per le forze euroscettiche, ma la situazione economica – che ha costretto la Bce a ricorrere di nuovo alle armi pesanti – potrebbe dare uno scossone. Nel bene o nel male.

Nel 1999 Milton Friedman aveva previsto che l’euro non sarebbe sopravvissuto. Il Premio Nobel per l’Economia per ora è stato contraddetto. Ma dopo decine di anni di errori commessi dai governi europei, l’euro lotta per la sua sopravvivenza.

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