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E’ improbabile che la Bce annunci, nel meeting del prossimo giovedì 9 marzo, l’acquisto di ulteriori bond all’interno del suo piano di Quantitative Easing. E’ quanto hanno riportato alcune fonti a Reuters. Da segnalare che il QE si è tradotto nell’acquisto di bond sovrani per un valore superiore a 1,4 trilioni di euro.Gli investitori temono
Per i mercati e il futuro dell’area euro le decisioni che Draghi prenderà nel meeting del 9 marzo sono fondamentali. Tutto dipende dall’inflazione e da un dato in particolare.
Prove generali sulla solidità delle banche europee in caso di rapido rialzo o calo dei tassi d’interesse. È quello che farà la Banca Centrale Europea attraverso degli stress test sui principali istituto di credito del Vecchio Continente. Francoforte chiarisce peraltro subito che tali shock, previsti dagli scenari, non sono una stima realistica dell’evoluzione dei tassi di interesse dell’Eurozona.
La Banca Centrale europea dovrebbe mantenere una politica espansiva e quindi aprire la porta ad ulteriori tagli dei tassi. E’ quanto ha detto Philipe Lane, membro del consiglio della Bce, specificando che questa è una scelta necessaria nonostante non sia quella migliore alla luce delle condizioni attuali dell’economia.Le aspettative – come nota un analista di Bloomberg
Criterio del capital key stabilisce che la Banca centrale può acquistare debiti sovrani in base alla quota che ogni paese detiene nel suo azionariato.
La BCE ha registrato una crescita dell’utile netto a 1,19 miliardi di euro contro 1,08 miliardi del 2015
Dopo Mario Draghi un alto esponente di alto profilo della Bce, Yves Mersch, prende di mira Donald Trump e in particolare le sue politiche di stampo protezionista, fatte di innalzamento delle tariffe doganali e tasse ai beni importati. “La piaga del protezionismo crea solo dei perdenti”, ha detto il membro del direttorio della banca centrale
“Sono felice di parlare di fronte a questa commissione alla vigilia del 25esimo anniversario della firma del Trattato sull’Unione europea, a Maastricht”.
La Bce appoggia la creazione di bad bank garantite dai governi dell’Eurozona per far fronte al problema dei crediti deteriorati nell’area euro. E’ quanto riporta Reuters, aggiungendo che l’appello è arrivato dal vicepresidente Vitor Constancio, che ha detto chiaramente di auspicare un intervento dell’intera Unione europea, per creare società di gestione degli asset che si
Presidente Bce: fuori dall’euro i paesi che non hanno fatto i compiti sulle riforme (come l’Italia) non avrebbero vantaggi con il tasso di cambio flessibile.