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I prezzi del petrolio reagiscono, con un rialzo del 2,77% (Wti) a 31,5 dollari, alle dichiarazioni del ministro del Petrolio dell’Iraq, Abdul Mahdi, il quale ha affermato che i produttori hanno la necessità di trovare un modo per ristabilire prezzi “normali e si fosse nella direzione giusta per un riavvicinamento tra paesi i Opec e
Un report di Deutsche Bank mostra che solo un prezzo teorico a 200 dollari al barile ristabilirebbe le finanze del Venezuela. Nel frattempo Maduro svaluta il cambio e rincara la benzina, ma è troppo poco, troppo tardi
MILANO (WSI) – Una raffica di downgrade da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s si è abbattuta su una lunga lista di Paesi produttori di petrolio che include: Arabia Saudita (A-); Qatar (AA); Oman (BBB-); Kazakistan (BBB-); Russia (BB+); Brasile (BB); Bahrein (BB).Si tratta in tutti i casi di paesi che, come ampiamente previsto, stanno lottando per
La Borsa italiane e le piazze principali europee cercano di recuperare parte delle perdite subite da inizio anno. Euro poco mosso sul dollaro in attesa delle minute della Fed.
Mentre Iran, Iraq, Venezuela e numero uno dell’Opec discutono per trovare un modo per ridurre l’offerta in eccesso, i prezzi del petrolio rimbalzano sui mercati. Gli investitori sperano che un accordo sia trovato già da oggi, anche se è troppo aspettarsi una riduzione della produzione da parte dell’Iran che ha appena fatto il suo ritorno
Venezuela e Opec provano a convincere gli iraniani. Ma dopo aver perso anni per colpa delle sanzioni, Teheran non ha alcuna intenzione di fermarsi.
Secondo l’Iran la decisione presa da Arabia Saudita, Qatar, Venezuela e Russia di congelare la produzione di barili di petrolio è illogica. I membri dell’Opec proveranno ancora di convincere Teheran a partecipare l’accordo che è condizionale al contributo di tutti i paesi del cartello e non.A prescindere dalle mosse dell’Iran le clausole rendono in ogni
Dopo i pesanti cali di inizio anno, l’azionario è considerato ipervenduto da alcuni. Goldman Sachs e Morgan Stanley salgono dopo promozioni analisti.
Sotto pressione il titolo Telecom Italia, che entra in asta di volatilitĂ . Euro sotto $1,12. Petrolio azzera la maggior parte dei guadagni dopo l’accordo a Doha, che ha deluso i mercati.
I mercati scommettono su trattative tese a ridurre l’eccesso di offerta, principale responsabile del tonfo dei prezzi del petrolio. PiĂą volte, l’Arabia Saudita ha ribadito che non ridurrĂ la propria produzione, a meno che gli altri grandi produttori non Opec non facciano lo stesso.