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Sui mercati le quotazioni del petrolio rimbalzano dopo la due giorni peggiore da un mese a questa parte. Ad aiutare la risalita dei prezzi hanno contribuito i nuovi dati sulle scorte americane, che sono cresciute meno del previsto. Il Brent e il Wti guadagnano terreno, ma i contratti stanno perdendo slancio dopo aver realizzato un balzo
Il Brent si allontana progressivamente dalla soglia di $40 al barile.
Mps vola di quasi +7%, molto bene anche Bper e BPM con rialzi fino a +4% circa, ma il listino fa i conti con i ribassi che colpiscono alcuni titoli, come A2A, Saipem, Italcementi. Inoltre Unicredit e Intesa SanPaolo sono in calo.
Pesa anche il fattore Iran, che non accetterĂ di congelare l’offerta ai livelli di gennaio, almeno fino a quando non riuscirĂ a centrare un obiettivo.
Speculatori ribassisti in ritirata
Prezzi in rimonta da metĂ febbraio. Ma sono troppi i rischi e i venti contrari. E non è detto che congelamento produzione deciso dall’Opec abbia successo.
VolatilitĂ ai minimi. Mercato derivati scommette su nuove manovre espansive delle banche centrali (anche tassi negativi). Telecom: AD Patuano rischia di perdere il posto.
Le notizie provenienti dalla Nigeria, dove il ministro del Petrolio ha detto di “aspettarsi una drastica variazione dei prezzi”, hanno aiutato i futures sul petrolio a salire di valore. Il funzionario di uno dei paesi produttori della materia priam più importanti al mondo ha aggiunto che un vertice tra paesi membri e non membri dell’Opec
Il primo problema dell’offerta è in Usa. Se gli investitori abbandonano i gruppi di gas di scisto, i loro asset perdono valore e il loro debito finisce nei guai.
I mercati azionari dei paesi del Golfo hanno pagato la strategia dell’Opec, che ha contribuito alla forte discesa dei prezzi del petrolio, molto più delle rispettive economie reali: la risposta dei listini, infatti è stata molto pronunciata. I mercati dell’Arabia Saudita hanno ceduto il 39% da metà giugno del 2014, da quando il petrolio a