Opec: “offerta petrolio crescerà ancora”. Prezzi crollano -4%

14 Marzo 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI)- Ondata di sell sui prezzi del petrolio, dopo le dichiarazioni arrivate dall’Opec che, nel suo bollettino mensile, ha reso noto di prevedere un ulteriore aumento dell’eccesso di offerta, ovvero del surplus, nel corso del 2016.

Nel report, il cartello dei paesi produttori di petrolio ha reiterato le stime sulla crescita della domanda di petrolio crude, +1,25 milioni di barili al giorno, per una richiesta totale, in media, di 94,23 milioni di barili al giorno; tuttavia, si legge, l’Opec ha tagliato le previsioni sulla domanda di petrolio crude proveniente dai paesi che appartengono al suo cartello. Ora prevede che la domanda di petrolio crude da parte dei paesi Opec sarà di 31,5 milioni di barili al giorno, 0,1 milioni di barili al giorno in meno rispetto allo scorso mese, anche se in rialzo di 1,8 milioni di barili al giorno rispetto allo scorso anno.

A peggiorare il quadro, l’incertezza crescente sull’outlook precedentemente stilato, secondo cui l’offerta dei paesi produttori non-Opec dovrebbe scendere di 700.000 barili. Il punto, ha affermato il cartello, è che i paesi rivali produttori di petrolio si stanno ostinando a mantenere invariato l’output a dispetto dei prezzi molto bassi. Dunque, i tagli faticano ad arrivare.

Immediata la reazione dei prezzi del petrolio, che a New York segnano un tonfo superiore a -4%, scendendo nuovamente sotto la soglia di $37 al barile. Il Brent scivola di quasi -3%, perdendo la soglia di $40 al barile, faticosamente riconquistata la scorsa settimana.

Nel complesso, ora l’Opec prevede che nel 2016 il surplus – ovvero l’offerta in eccesso rispetto alla domanda già presente sul mercato del petrolio – salirà a 760.000 barili al giorno, contro l’aumento +720.000 precedentemente atteso.

Già in mattinata i prezzi del petrolio avevano puntato verso il basso, scontando la notizia relativa all’Iran, che ha di nuovo allontanato le speranze di una sua eventuale partecipazione a un taglio coordinato della produzione.

Come ha spiegato anche Tamas Varga, analista del mercato petrolifero presso la società di brokeraggio londinese PVM Oil Associates, “i prezzi del petrolio sono in calo perchè l’Iran ha affermato che parteciperebbe al congelamento della produzione solo in caso di raggiungimento di un’offerta di 4 milioni di barili al giorno”.

Ora, le stime dell’Opec lasciano supporre che, dal fronte dei fondamentali, continueranno a mancare i fondamentali necessari ad avallare un rialzo sostenibile e duraturo dei prezzi del petrolio.