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Effetto petrolio e Wall Street sull’azionario asiatico, dove la maggior parte dei listini azionari chiude la sessione in territorio positivo. L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo sale dell’1,1%, +194,06 punti, a quota 17.862,21 punti, continuando a beneficiare della debolezza dello yen nei confronti del dollaro. Il rapporto dollaro-yen balza fino a quota 109,03 nelle
Sui mercati delle materie prime il petrolio è in rimonta del 2% circa: i prezzi si allontano così dai minimi plurimensili testati ieri. A spingere le quotazioni del greggio sono le aspettative di un calo della produzione di gas di scisto e le rinnovate speranze di un accordo dell’Opec per limitare la produzione di barili in
L’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia) ha reso noto che la produzione di petrolio crude dell’Opec è salita nel mese di ottobre di 230.000 barili al giorno, attestandosi al massimo assoluto di 33,83 milioni di barili al giorno. Il motivo, ha precisato l’AIE è “la ripresa della produzione in Nigeria e Libia e i flussi in arrivo
La domanda di petrolio toccherà il suo apice nel giro di poco più di un decennio. Sono le previsioni dell’Opec, il cartello dei maggiori produttori della materia prima. Secondo l’Opec, se gli obiettivi fissati nell’intesa raggiunta sul clima alla conferenza di Parigi saranno rispettati, la domanda dovrebbe raggiungere il suo picco assoluto nel 2029.Per l’Opec
Ennesimo alert sul petrolio, che scivola sotto i $44 al barile dopo che l’Arabia Saudita ha minacciato di aumentare la propria offerta. Il contratto WTI scambiato a New York cede -1,70% a $43,90 al barile, mentre il Brent scivola di oltre -2%, a $45,38.Nuovo scontro tra i due titani dell’Opec, Arabia Saudita e Iran.Riyad, secondo
Prezzi del petrolio sotto pressione, si aggirano attorno al minimo in cinque settimane, scontando la crescita delle scorte crude negli Stati Uniti. L’ultimo report dell’EIA ha indicato di fatto che, nella settimana terminata lo scorso 28 ottobre, le scorte di crude sono balzate di ben 14,4 milioni di barili, mettendo a segno il balzo, su
Il prezzo del petrolio è sceso sotto i 45 dollari al barile stamattina sui mercati finanziari e il calo potrebbe non fermarsi qui. Gli analisti di Société Générale vedono un’estensione della fase ribassista fino a possibilmente quota 40 dollari al barile. Attualmente il contratto Wti statunitense con consegna gennaio scambia in flessione dell’1,5% a quota 45,97
Le stime della banca d’affari in vista del meeting del 30 novembre.
Il petrolio è sceso di oltre il 6% in settimana e ora quota $47 al barile, ma oggi prova ad avviare una mini rimonta dopo le notizie giunte dal vertice dell’Opec. Il cartello dei maggiori produttori di petrolio ha concordato una strategia a lungo termine per la gestione dei livelli di produzione. I rialzi sono
Il vertice dell’Opec si è concluso con un altro nulla di fatto, a riprova ancora una volta delle spaccature in seno al cartello dei maggiori produttori di petrolio. Inoltre i prezzi del greggio statunitense non stanno risentendo dell’aggiornamento riguardante gli impianti di trivellazione elaborato da Baker Hughes. Dopo la delusione per l’Opec sui mercati i