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I paesi principali dell’Opec hanno iniziato a rivedere al ribasso i livelli di produzione di petrolio. Ieri l’Arabia Saudita ha annunciato un taglio alla produzione di greggio maggiore del previsto, così come la Russia, mentre la Cina ha aumentato l’import del 14%. Le quotazioni sono pertanto tornate a salire da ieri sui mercati. Secondo voci
Mercati azionari cauti, in attesa della conferenza stampa del presidente eletto Donald Trump, che si terrà alle 17 ora italiana. Di Trump si parla in queste ore in merito alle indiscrezioni circolate sull’esistenza di documenti compromettenti sul presidente eletto da parte della Russia. Il Cremlino ha smentito, precisando di non essere in possesso di materiale
Livelli che non si vedevano dal luglio del 2015.
Dollaro ritraccia, petrolio avanza. Investitori nel mercato dei Bond con il fiato sospeso.
Con gli investitori sempre piĂą convinti che gli accordi sui tagli alla produzione verranno rispettati nel 2017 dai paesi esportatori di petrolio i future sulla materia prima scambiano in progresso, seppure modesto, a inizio settimana e secodno gli analisti si vedrĂ un simile andamento anche il primo periodo del nuovo anno.I contratti sul Wti con
Secondo dei documenti visionati dal WSJ l’Iraq sarebbe in procinto di aumentare la produzione di petrolio nel mese di gennaio 2017 tradendo gli accordi presi poco piĂą di una settimana fa
I prezzi del petrolio battono in ritirata dopo la corsa di circa il +4% della vigilia. Il motivo della frenata è da ricercare nei dubbi sorti sull’impegno reale dei principali paesi esportatori della materia prima a ridurre effettivamente, come concordato pochi giorni fa, la produzione. Sui mercati i future con scadenza gennaio sul Wti americano
Prima intesa per tagliare la produzione dal 2001. Le quotazioni volano. Tonfo mercato azionario cinese per nuove regole su acquisto azioni da parte delle societĂ …
La Russia è preoccupata che non tutti i paesi rispettino gli accordi presi con l’Opec sul taglio della produzione di barili di petrolio. I prezzi della materia prima crescono oggi sui mercati, sulle speranze che la riduzione dell’output possa essere apportata dai paesi che non fanno parte del cartello dei maggiori esportatori di petrolio, in
Sfuma sui mercati energetici l’euforia suscitata dall’accordo stretto tra Opec e Russia per un taglio ai livelli di produzione di petrolio. Dopo il balzo di oltre il +15% dei giorni scorsi, iniziato con l’intesa stretta mercoledì scorso a Vienna dal cartello dei maggiori produttori della materia prima, i prezzi del greggio Usa hanno ritracciato, complici