Arabia Saudita pagina 18
In pochi giorni siamo passati dalla possibilità di un congelamento coordinato dei livelli di barili di petrolio prodotti all’eventualità di un incremento della produzione da parte di uno dei maggiori esportatori di greggio al mondo.Probabilmente innervosita dal mancato accordo al vertice di Doha, la Russia ha deciso di alzare la posta in palio dei negoziati
L’Arabia Saudita ha nominato JP Morgan e una piccola boutique bank, M. Klein & Co come advisor per la quotazione in borsa di un pezzo – inferiore al 5% – della Saudi Aramco, la società petrolifera statale. Lo rivela un report pubblicato su Bloomberg. La M.Klein & Co è già stata fra gli advisor per
Il regno ricco di petrolio risente della grave crisi determinata dal crollo del prezzo del greggio
Ben Rhodes, consigliere della presidenza Obama per la sicurezza nazionale, ritiene che il governo Saudita abbia fatto poco per impedire che individui facoltosi del loro Paese aiutassero Al Qaeda
Riyad minaccia di vendere centinaia di miliardi di asset. Se proposta di legge sull’11 Settembre passa, sauditi si trasformeranno da partner fidati a nemici.
Nessun congelamento della produzione. I prezzi del petrolio crollano fino a -7%. E ora l’outlook torna ribassista dopo le speculazioni degli ultimi giorni.
Le esportazioni di petrolio dall’Iran sono salite più di 600mila barili al giorno in questo mese: nei primi 14 giorni di aprile 28,8 milioni di barili di petrolio, più di 2 milioni di barili al giorno, sono partiti dai porti che il Paese ha nel golfo Persico. Lo indicano i tracciamenti operati da Bloomberg. A
Il ministro del Petrolio dell’Arabia Saudita, Ali al-Naimi, ha escluso la possibilità di un taglio alla produzione. In un’intervista rilasciata al giornale Al-Hayat, i ministro ha dichiarato “scordatevi di questo argomento”, in risposta alle indiscrezioni in merito alla possibilità di un taglio all’output finalizzato alla ripresa dei prezzi.Domenica i principali Paesi produttori si incontreranno a
Fitch rivede al ribasso il rating sul debito dell’Arabia Saudita: i bassi prezzi del petrolio gravano sulle casse pubbliche del paese produttore.
Il petrolio viene tartassato quest’oggi dopo che l’Arabia Saudita ha detto che il congelamento coordinato dei livelli di produzione, che verrà discusso in Qatar il prossimo 17 aprile, dipende dall’Iran. È risaputo che Teheran è riluttante a rinunciare alle quote di mercato appena riconquistate ora che le sanzioni economiche occidentali sono state eliminate. L’Iran dovrebbe