Economia Usa a rischio dopo minacce saudite

18 Aprile 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – I sauditi hanno esortato il governo americano a non declassificare i documenti segreti sull’11 Settembre. Come rappresaglia minacciano di vendere i loro beni negli Stati Uniti. Il progetto dell’amministrazione Obama promette di querelare il regno del Golfo ricco di petrodollari per il suo coinvolgimento negli attentati del 2001.

Se il progetto diventa legge i sauditi saranno querelati per aver finanziato la serie di quattro attacchi che hanno fatto quasi 3mila morti. L’identità dei donatori non è risaputa, ma il ruolo giocato dai sauditi è stato documentato persino in un’udienza al Congresso dell’ex segretario di Stato Hillary Clinton, esponente filo-saudita e favorita a diventare il prossimo presidente americano.

“I donatori privati in Arabia Saudita rappresentano la principale risorsa di finanziamento dei gruppi sunniti terroristi nel mondo”, ha dichiarato la candidata più forte del partito Democratico alle prossime elezioni presidenziali di novembre.

Il re e principe saudita hanno minacciato di vendere asset americani del valore di centinaia di miliardi se il Congresso dovesse passare la proposta di legge che riconoscerebbe la responsabilità del governo saudita negli attentati dell’11 settembre. Siccome l’esecutivo di Ryiad è guidato dalla famiglia saudita, le dichiarazioni possono essere interpretate come una velata ammissione del coinvolgimento di qualche esponente della famiglia reale negli attacchi terroristici.

Il primo ad avanzare la minaccia è stato il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Adel al-Dzhubeyr, che secondo il New York Times ha lanciato l’avvertimento durante la sua visita a Washington a marzo, sottolineando che l’Arabia Saudita sarebbe costretta a vendere titoli e altri beni, per un valore che si aggira intorno ai 750 miliardi di dollari, in caso di un possibile congelamento da parte dei tribunali americani.

Da partner fidato a nemico dichiarato

Se la proposta di legge dovesse passare il voto al Congresso, a maggioranza Repubblicana, la famiglia regnante saudita diventerà ufficialmente da uno dei partner commerciali più fidato a nemica dichiarata di Washington.

L’inquilino della Casa Bianca Barack Obama proverà a risolvere la controversia quando mercoledì incontrerà in privato a Riyad, la capitale saudita, il monarca 80enne Re Salman. Il problema è che orma è un’anatra zoppa, essendo giunto alla fine del suo ultimo mandato.

Allo stesso tempo le due nazioni hanno ancora bisogno l’una dell’altra. Gli Usa forniscono sostegno militare e di intelligence al regno saudita e dovrebbero offrire nuovi aiuti per garantire la sua sicurezza nella polveriera mediorientale. Da parte loro i sauditi sono il secondo maggiore fornitore di petrolio tra quello che viene importato dagli Stati uniti, al ritmo di un milione di barili al giorno.