Summers: “È ora di eliminare banconota da $100”

16 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Mentre l’Eurozona si appresta a dire addio alla banconota da 500 euro anche negli Stati Uniti c’è chi ha lanciato una campagna contro l’abolizione delle banconote di grosso taglio. L’ex consulente economico della Casa Bianca Larry Summers ha proposto di eliminare dalla circolazione della banconota da 100 dollari, dicendo che sarebbe “nell’interesse dei cittadini”.

In un’editoriale sul Washington Post, l’aspirante governatore della Federal Reserve chiarisce come la guerra ai contanti sia solo all’inizio. La sua teoria è che mettere al bando la banconota che raffigura Benjamin Franklin aiuterebbe a eradicare il crimine: “una moratoria sulla stampa di denaro delle banconote di grosso taglio renderebbe il mondo un posto migliore“.

Sicuramente sarebbe un mondo migliore per le banche centrali perché renderebbe molto più facile imporre tassi di interesse negativi senza rischiare di scatenare una corsa agli sportelli bancari. Delle banconote in circolazione, pari a un valore sui 1.400 miliardi di dollari, ben 1.100 miliardi sono banconote da 100 dollari.

Abolizione 500 euro negativa per la valuta

La proposta del professore e rettore della Charles W. Eliot University di Harvard fa eco a quella del Ceo di Standard Chartered Peter Sands, che la scorsa settimana ha detto che gli Stati Uniti dovrebbero imporre un simile divieto per contribuire alla “lotta contro l’evasione fisccale, contro le attività criminali finanziarie, il terrorismo e la corruzione“.

L’ex Segretario di Stato Usa ed ex chief economist della Banca Mondiale fa notare che se l’Eurozona – e diversi membri della Commissione Ue hanno espresso interesse nell’idea di Mario Draghi – dovesse effettivamente prendere in considerazione l’abolizione della banconota da 500, ciò potrebbe mettere pressione su altri paesi come la Svizzera.

Secondo Bank of America l’abolizione della banconota da 500 euro sarebbe negativa per la valuta, il che spiega anche il motivo per cui Bce, Francia e Germania siano favorevoli alla misura. Svalutare l’euro dovrebbe contribuire a rilanciare le esportazioni e la crescita nell’area euro.

In tempi difficili per l’Europa – che deve far fronte a una crisi dei rifugiati, un’economia anemica, lo spauracchio della deflazione, una crescita di consensi dei movimenti populisti euroscettici – secondo Summers sarebbe una misura che aiuterebbe a risolvere quei problemi con “un impatto minimo sulle attività commerciali lecite e sui bilanci pubblici”.

Fonte: Washington Post