Snobbato da anni, il contante torna di moda

2 Luglio 2018, di Daniele Chicca

Una grossa società di asset management che ha in gestione quasi 2.800 miliardi di dollari spiega perché un angolo del mercato snobbato negli ultimi anni di crisi finanziaria e ripresa dalla recessione, è tornato attraente.

“Il contante è tornato di monda”, secondo l’asset manager State Street Global Advisors, che consiglia di valutare seriamente la possibilità di investire in cash come alternativa alla Borse. Con la Fed che imporrà strette monetarie a un ritmo sostenuto, il cash e gli strumenti a breve durata tornano molto interessanti e iniziano a rendere più dei titoli azionari

Anche per via delle misure straordinarie di allentamento monetario, il contante come mezzo di investimento si è guadagnato una cattiva reputazione da quando è scoppiata la crisi. È diventata un’alternativa molto conservativa all’azionario, che ha toccato il fondo nel marzo del 2009 e che da allora ha attraversato un lungo momento di grazia, con la fase rialzista che non è ancora conclusa.

Dal 2007 al 2017, i tassi di interessi zero hanno reso il contante un investimento che ha portato ben pochi frutti (8,4% di rendimento), un risultato che è stato decisamente peggiore dei bond dei governi industrializzati (per l’esattezza in confronto ha garantito un ritorno da investimento inferiore del 39,5%), stando ai dati diffusi da Citigroup. Ma le cose sono cambiate rispetto all’anno scorso.

State Street non ha una visione pessimista sui mercati e non si sogna di consigliare di ricorrere a una rotazione di portafoglio per scappare dagli altri asset finanziari che storicamente hanno fatto meglio, sebbene più rischiosi come investimento. Il suggerimento è piuttosto quello di rendersi conto che il discorso secondo cui “non c’è un’alternativa” all’azionario, non vale più. Specie in vista delle variazioni consistenti delle politiche monetarie, in Usa in particolare.

“Con la Federal Reserve che continuerà ad alzare i tassi per mettere un freno all’inflazione, “il cash e gli investimenti nei titoli a breve durata sono diventate fonti di reddito attraenti”, sottolinea nel suo outlook di metà anno State Street.

State Street ricorda inoltre che il 22 maggio il tasso Libor Usa a tre mesi rendeva di più di oltre il 30% dei titoli azionari quotati in Usa.  Un anno prima, la percentuale superava il 66%.

“Considerando la performance dei bond dalla fine del 2016 a oggi e la loro composizione in base alla durata, al rendimento e agli spread creditizi, gli investitori farebbero bene a concentrarsi sulle loro posizioni a breve termine, sui tassi degli attivi investment grade e dei prestiti senior”, dice State Street, per cercare di trovare il titolo che ha “il rendimento e l’esposizione alla durata (rendimento per unità di durata) ottimali”.

Oltre a poter essere usato ovviamente come bene rifugio, il contante ha il vantaggio di essere una soluzione ottima per quegli investitori preoccupati per l’inflazione ancora troppo fredda. Un’inflazione in surriscaldamento eroderemmo il potere d’acquisto del dollaro.

“Dopo che per nove anni non siamo stati in grado di usare la liquidità nei nostri affari, sarebbe interessante fare tornare il cash come una classe di asset”, diceva in un’intervista concessa di recente a Business Insider John Augustine, chief investment officer di Huntington Private Bank. “Forse, se l’inflazione rimane invariata, entro il primo trimestre dell’anno prossimo sarà così”.

Per trarre vantaggio dal contesto sopra descritto, State Street ha quattro fondi comuni SPDR in offerta:

  • SPDR Bloomberg Barclays Investment Grade Floating Rate ETF
  • SPDR Blackstone/GSO Senior Loan ETF
  • SPDR Portfolio Short Term Corporate Bond ETF
  • SPDR DoubleLine Short Duration Total Return Tactical ETF