Roma assediata da M5S. Renzi si gioca tutto a Milano

7 Ottobre 2016, di Laura Naka Antonelli

Matteo Renzi torna a parlare della necessità di votare sì al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, e risponde agli attacchi di Massimo D’Alema. Intanto, il Financial Times dedica un altro articolo all’Italia facendo notare come, in una Roma assediata dal M5S, il premier stia cercando sostegno soprattutto a Milano.

Così Renzi, in una intervista rilasciata a Radio Anch’Io:

Il referendum “è sul futuro del paese e non sul mio (..) D’Alema usa il referendum per rientrare in partita, vota no convinto di poter rappresentare il futuro”, mentre il governo sta facendo cose che “sono state rinviate per 20-30 anni”.

Ancora:

“E’ vero che D’Alema è contro, ma questa non è una discussione dentro il Pd, c’è gente di destra, ma anche di Grillo, che voterà sì. Chi vuole meno costi è chiamato ad un domanda secca. Si può discutere se i risparmi siano di 50 o 500 milioni. Io ho dedicato una trasmissione a dimostrare, calcolatrice in mano, che sono 500 milioni, ma comunque nessuno mette in discussione che c’è una riduzione dei costi”.

Mentre proseguono infinite nell’arena politica italiana le discussioni sul referendum Rachel Sanderson, giornalista dell’FT a Milano, mette in evidenza come siano state ben tre le visite di Renzi a Milano, in poche settimane.

“Così come Roma, la storica capitale, è la piattaforma per le ambizioni del movimento populista M5S, il principale rivale politico del Pd di Renzi, Milano è diventata centrale per gli sforzi del premier 41enne, che si prepara ad affrontare il cruciale referendum sulla riforma costituzionale di questo autunno”.

Intervistato dall’Ft Giuliano Da Empoli, scrittore e numero uno del think-tank Volta, sottolinea che il fatto che un leader italiano decida di focalizzarsi su Milano in questo modo non ha precedenti. Renzi, a suo avviso, è praticamente “affascinato” dalla città, che vede come “modello” per il futuro del paese.

Così anche Mandrefi Catella, costruttore ben noto di Milano.

“Renzi è ben consapevole del fatto che, se si fanno le cose giuste a Milano, l’effetto sarà amplificato e molti investitori se ne accorgeranno”.

E sono diverse, prosegue l’articolo del quotidiano britannico, le società tra le principali in Italia, ad aver preso casa a Milano: tra queste, vengono citate Luxottica, Pirelli, e le banche italiane principali, Intesa SanPaolo e Unicredit. A Milano anche i quartieri generali di Telecom Italia, Mediaset, e la borsa di Milano. Per non parlare delle sedi milanesi dei colossi internazionali del calibro di Samsung, Google e Microsoft.

Commenta Francesco Galietti, responsabile della società di consulenza del rischio Policy Sonar:

Milano è il primo amore di Renzi e, ora, la sua ultima chance“, mentre Roma rimane “la città più bella del mondo, sebbene caotica”.

I numeri che mettono a confronto le due città sono inequivocabili.

A Milano, i prezzi delle case sono saliti nel secondo trimestre del 2016, rispetto al primo trimestre, dello 0,6%, rispetto alla flessione dello 0,5% di Roma. Gli investimenti diretti stranieri sui terreni edificabili, nel periodo compreso tra l’agosto del 2014 e il luglio del 2016, sono stati di $1,38 miliardi verso Milano e di appena $425 milioni verso Roma (dato Istat, Nomisma, Mercer, dFI Markets).

Lo scetticismo sull’effetto domino che Milano potrebbe avere sull’Italia, tuttavia, esiste, e viene messo in risalto da Francesco Daveri, economista della Bocconi.

“Parlando in modo letterale, Milano non può trainare l’Italia” visto che, con una popolazione di 1,3 milioni rispetto ai 2,9 milioni di Roma, è troppo piccola. Ma è lo stesso Daveri a credere che “Milano potrebbe essere un modello” per le altre città italiane.

Giorgio Armani, o anche Re Giorgio, è ottimista.

“Ho sempre creduto nelle possibilità immense di questa città, anche nei suoi momenti più bui. Stavolta, anche la politica è a fianco di chi vive qui”.