QE da cambiare, Bce ha paura di cause legali

22 Settembre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – La Bce ha paura che potrebbe essere travolta da una serie di procedimenti legali contro il suo piano di allentamento monetario straordinario che Mario Draghi e colleghi hanno di recente potenziato nella speranza che possa ravvivare l’inflazione e rilanciare la crescita fragile dell’area euro.

Il piano che prevede l’acquisto di bond al ritmo di 80 miliardi di euro al mese è stato già oggetto di cause legali e i membri del direttorio temono che i problemi con la giustizia possano incrementare specialmente tenuto conto del fatto che la Bce dovrà probabilmente intervenire ancora per aumentarne la portata e il raggio di azione del QE, misura che è stata presa in considerazione dal board.

Finora la Corte di Giustizia europea e la Corte Costituzionale tedesca hanno stabilito che Mario Draghi ha agito nel rispetto del suo mandato, che è quello del mantenimento della stabilità dei prezzi e di centrare l’obiettivo del 2% – e non sopra quella soglia – di inflazione. Ma le cose potrebbero presto cambiare.

Peter Gauweiler, un politico tedesco dell’ala conservatrice, ha già esposto causa alla Bce in passato, ha detto al Financial Times che i cambiamenti apportati al programma di Quantitative Easing aumenteranno le chance di successo del suo caso e di quelli che verranno avanzati contro il piano di acquisto di asset finanziari varato dall’istituto centrale per rilanciare le attività creditizie e l’economia dell’Eurozona.

Questo mese i vari comitati dei banchieri centrali dell’Eurozona hanno iniziato a lavorare per trovare un modo per ridurre le restrizioni al parco di acquisti del programma di allentamento straordinario. L’obiettivo è quello di espandere lo spettro di attivi acquistabili nell’ambito del QE, dal momento che stanno venendo a mancare titoli del debito più sicuri, come i Bund tedeschi.

Mettere a punto una simile struttura non sarà semplice, ma il compito è cruciale se – come si aspetta il mercato – la Bce dovesse alla fine decidere di allungare la durata del QE e posticipare la data di conclusione prevista a marzo 2017. A prescindere dalle modifiche che verranno apportate, Gauweiler è convinto che il QE “viola già le norme sul divieto di finanziamento monetario (dei governi dell’area euro) da parte della Bce”.

Alleggerire ulteriormente i limiti finirebbe per distribuire il rischio di default di uno Stato membro nell’intera Eurozona, il “che sarebbe chiaramente incompatibile con le leggi europee”, secondo Gauweiler. La Corte costituzionale tedesca non ha ancora deciso se tratterà il suo caso o meno, ma la causa legale del politico punta il dito contro i vincoli che costringono la Bce, con le sue politiche di espansione monetarie, a fare molto di più delle altre banche centrali.

Inoltre, sebbene la corte costituzionale di Germania abbia dato ragione alla Bce, ha anche stabilito che le operazioni di acquisto di bond debbano avvenire rispettando certe condizioni, come per esempio che gli acquisti siano limitati e che non rechino perdite al bilancio della Banca centrale.

Queste condizioni rischiano di essere violate se la banca centrale finisce per cambiare in maniera troppo radicale il suo programma. Da qui le preoccupazioni dei tecnici che se ne stanno occupando.