Praet: a dicembre Bce stacca la spina al QE, Euro sale

6 Giugno 2018, di Daniele Chicca

Quando manca una settimana alla decisione chiave della Bce sul Quantitative Easing, scelta che verrà facilitata dalle nuove stime su inflazione e Pil dell’area euro, il Chief Economist dell’istituto ha confermato l’importanza del meeting di giugno. Il programma eterodosso di stimolo monetario verrà probabilmente accantonato a dicembre.

Intervenuto oggi durante una conferenza a Berlino, Peter Praet ha precisato che la riunione del board di politica monetaria della Bce sarà fondamentale per poter arrivare a una conclusione sulla durata del programma di acquisto di titoli di Stato. La Bce ha appositamente lasciato la porta aperta a qualsiasi evenienza e possibilità.

Nello specifico, Praet ha sottolineato che la rigidità del mercato del lavoro si sta traducendo in un’accelerazione della crescita dei salari. Un’eventualità di questo tipo alimenterebbe di riflesso l’inflazione e questo è un segno del fatto che la Bce non è preoccupata dalla situazione italiana e che continuerà per la sua strada che è quella di centrare l’obiettivo del 2% di inflazione.

Praet ha anche ricordato che le chance di un’espansione del QE sono tramontate. Significa che il governo sedicente “del cambiamento” italiano non potrà contare sulle iniezioni di liquidità della Bce dal 2019. Le parole sono destinate a sostenere il cross euro dollaro sul Forex e al contempo a mettere pressione si BTp, che infatti stanno cedendo terreno sul mercato secondario.

La scorsa settimana, come conseguenza dell’intensificarsi delle tensioni politiche in Italia, su cui regna peraltro ancora l’incertezza malgrado la nascita dell’esecutivo sedicente “del cambiamento”, si iniziava a prefigurare un allungamento dei tempi fino a luglio. Invece sembra che il futuro del programma QE si deciderà giovedì 14 giugno.

Il mercato e i governi dell’Eurozona sono in trepidante attesa. Ancora per quanto tempo e con quale intensità la Bce continuerà a comprare i Bond dell’area? Lo si saprà a breve ma sembra che non si andrà oltre il 2018. I membri del Board prevedono che la discussione sarà molto accesa tra i falchi teutonici che ne chiedono l’interruzione e le colombe che sono favorevoli a un’estensione del piano straordinario espansivo.

Nonostante la ripresa titubante dell’economia e l’inflazione ancora fredda, la Bce non dovrebbe rimandare tutto alla riunione di luglio e potrebbe veramente annunciare che intende cessare gli acquisti di titoli finanziari, secondo quanto riferito a Bloomberg da fonti interne alla banca di Francoforte.

Mercati temono che piani Conte saranno deragliati da Bce

Negli ultimi giorni in Italia è scoppiata una polemica legata al fatto che la Bce avesse ridotto gli acquisti di BTp proprio in concomitanza con le consultazioni e in piena crisi di governo. Quest’ultima ha precisato che si tratta di un’azione di rifinanziamento prevista nell’ambito del QE. Inoltre, a subire una riduzione degli aiuti sono stati anche altri paesi come la Spagna e la Francia, “penalizzate” anch’esse rispetto ai Bund tedeschi (vedi grafico del Financial Times).

Sui mercati l’euro sale sui massimi di dieci giorni, favorito dalle parole aggressive di Praet. I rendimenti dei Bond dell’area vengono invece messi sotto pressione e questo pesa inevitabilmente su alcuni titoli finanziari, puniti a loro volta per le incertezze politiche in Italia e l’ampliamento dello Spread tra BTp e Bund tedeschi decennali. L’Euro, particolarmente colpito dalle vendite durante la paralisi politica italiana, oggi mette a segno un progresso dello 0,3% attestandosi in area $1,1747.

Gli investitori hanno paura che i piani fiscali del governo Conte non saranno aiutati dalle azioni della Bce. Se l’istituto centrale di Francoforte dovesse chiudere i rubinetti a fine anno, come sembra lasciare intendere Praet, allora verranno a mancare sostegni finanziari e creditizi importanti per l’Italia.

Secondo fonti vicine al dossier della Bce citate dal Sole 24 Ore, tuttavia “lo spauracchio dei mercati obbligazionari che ha colpito l’Italia la scorsa settimana appare per ora contenuto e non dovrebbe incidere sulle scelte di politica monetaria dell’Eurozona“.

In mattinata il tasso a dieci anni dei BTp è quello che sale di più tra i Bond governativi europei sul secondario, mettendo a segno un progresso di 15 punti base al 2,91%. Paul Donovan, chief economist di UBS Global Wealth Management stima che, alla luce delle parole di Praet, “il programma di acquisto di Bond della Bce si concluderà entro la fine del 2018”.

Sugli acquisti di Bond da parte della Bce, oltre all'incremento di Bund è interessante notare come anche esposizione a Oat e Bonos sia stata ridotta