Perché la Russia liquida dollari per accumulare oro

1 Aprile 2019, di Daniele Chicca

Le ultime misure intraprese dalla Russia contro  sono l’esempio di come la de-dollarizzazione sia una minaccia reale che va presa sul serio per l’economia degli Stati Uniti. Visto che mette in discussione il predominio del dollaro nel mondo. La Cina non è più la sola a mettere gli Usa all’angolo liquidando posizioni nei titoli del debito Usa.

Nello spazio di un decennio il Cremlino ha quadruplicato le sue riserve auree con il 2018 che è diventato l’anno con l’accumulo più intenso finora. Quest’anno il trend sembra rispettato. Preferendo l’oro al dollaro Usa, il piano di Vladimir Putin è chiaro e prevede l’indebolimento della potenza americana, nemico dei russi dai tempi della Guerra Fredda.

Gli ultimi dati pubblicati dalla banca centrale dicono che l’oro in possesso della Russia è salito di 1 milione di once in febbraio. È l’incremento più alto da novembre, è dimostra che Mosca si sta sforzando a diversificare ed essere sempre meno dipendente dall’America. Bisognerà vedere, tuttavia, se la Russia riuscirà a tenere questi ritmi forsennati.

Fenomeno de-dollarizzazione sempre più diffuso: l’impatto sull’economia

Alcuni commentatori sostengono che il paese dovrà importare più oro per mettersi al riparo dagli shock geopoliticii eventuali e dalla minaccia di nuove sanzioni Usa. Per la prima volta, infatti, il numero di operazioni di acquisto di oro è stato più alto dell’offerta delle miniere. Se la domanda di oro rallenterà, Putin non dovrebbe avere problemi a mettere in atto i suoi piani.

I rapporti tra Washington e Mosca continuano a deteriorarsi e gli analisti, che hanno coniato il termini “de-dollarizzazione”, speculano sull’impatto economico che avrà questa ondata di “anti americanismo”, che si sta diffondendo anche in Europa. In un’intervista concessa alla CNN a novembre l presidente francese Emmanuel Macron ha detto a novembre che le multinazionali europee sono troppo dipendenti dal dollaro americano, definendo questo fenomeno una “questione di sovranità”.

L’anno scorso Polonia e Ungheria hanno sorpreso gli analisti quando hanno annunciato il primo acquisto di oro significativo da parte di uno o più membri dell’Unione Europea in più di un decennio di tempo. Se i paesi Ue, oltre a Russia e Cina, iniziano ad adottare tale filosofia, l’appetibilità del dollaro americano, valuta di riserva globale, ne uscirà compromessa o per lo meno scalfita. Altri asset come l’oro e lo yuan cinese diventeranno così più appetibili, come osserva un analista a Bloomberg.

Dopo l’atteggiamento improvvisamente accomodante assunto dalla Federal Reserve, ultimamente di notizie positive ce ne sono state poche per il biglietto verde.