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Parlamento Germania accusa Bce di conflitto di interessi

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FRANCOFORTE (WSI) – Come se non avesse abbastanza problemi, impegnato com’è nel cercare di stimolare una crescita anemica e rinfocolare l’inflazione, arriva un’altra grana inaspettata per Mario Draghi, numero uno della Bce.

Con una mozione approvata ieri in prima lettura, il Bundestag, il ramo piĂą importante parlamento tedesco, ha chiesto che vengano distinte le attivitĂ  di vigilanza e politica monetaria della Bce.

Nel dettaglio è stata chiesta la separazione totale tra le politiche monetarie di Draghi e gli interventi di supervisione bancaria di Danièle Nouy.

Quest’ultimo è anche una delle personalità di spicco nella sfera monetaria europea ad essere favorevole all’ipotesi di porre un limite al possesso di titoli di Stato da parte delle banche nazionali, una proposta che visto l’ammontare enorme di Btp in pancia agli istituti italiani non piace all’Italia, mentre è accolta con favore in Germania. L’obiettivo del piano è quello di ridurre il legame tossico tra le banche e il debito governativo, uno dei motivi del precipitare della crisi del debito europeo nel 2010-2012.

Il primo azionista della Banca centrale di Francoforte ha chiesto di “esaminare la possibilità di conflitti di interesse causati dal doppio ruolo della Bce di responsabile da un lato della politica monetaria e dall’altro dei compiti di vigilanza bancaria”, per quanto siano già distinti.

La Bce ha chiuso l’esercizio fiscale del primo anno delle politiche straordinarie di allentamento monetario con utili pari a 1,1 miliardi di euro. Nel 2015, anno in cui è stato lanciato il Quantitative Easing da 60 miliardi di euro di titoli di Stato acquistati al mese, i profitti netti sono cresciuti da 898 milioni di euro nel 2014 a 1,082 miliardi, con gli interessi attivi che sono aumentati da 2 a 161 milioni e il totale di bilancio che è passato da 185 a 257 miliardi. Lo stipendio di Draghi è salito da 379 mila euro l’anno a 385 mila, pari a circa 32 mila euro al mese.