Padoan: “Pil +1% non è scommessa. Numeri inventati? Un po’ di rispetto”

4 Ottobre 2016, di Laura Naka Antonelli

Non ci sta proprio, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, a finire nella polemica dei conti truccati e delle stime sul Pil gonfiate.

Dopo gli inviti alla prudenza lanciati al governo italiano dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, dalla stessa Bankitalia, dalla Corte dei Conti, dopo i commenti secondo cui, all’interno della Nota di Aggiornamento del Def, Renzi & Co. avrebbero peccato di “ottimismo eccessivo”, Padoan difende l’esecutivo.

Nel corso di un’audizione alle commissioni riunite bilancio di Cameraa e Senato dice invoca anche un po’ di rispetto, rispondendo alle opposizioni.

“Numeri inventati? Un po’ di rispetto”.

L’obiettivo di un Pil 2017 in crescita dell’1% è “ambizioso ma realizzabile”. E spiega il perchè:

“Il Pil programmatico non è una scommessa. E’ la stima dell’effetto che la manovra produce sul prodotto”. Padoan parla delle azioni che sono state intraprese dal governo, attraverso un “mix di interventi che agiscono simultaneamente sul piano della politica di bilancio, sul piano delle riforme strutturali e del sostegno agli investimenti, piani che si sostengono reciprocamente”. Proprio tale mix, prosegue, “presente anche nella manovra di finanza pubblica 2017, consente di spingere la crescita”.

Insomma:

“il sostegno coordinato alle diverse componenti della domanda e dell’offerta contemplato nella manovra consentirà di amplificare gli effetti degli interventi congiunturali e di rafforzare quelli degli interventi strutturali”.

Tra l’altro Padoan ricorda il lavoro che il governo ha fatto sia con la Bce che con Bankitalia nella legge di bilancio a cui sta lavorando:

“La manovra è costruita con la cura alla composizione che spesso è stata evocata dal Presidente della Bce (Mario Draghi) e che ieri è stata richiamata durante l’audizione di Banca d’Italia, quale elemento cruciale di una strategia sostenibile per la crescita”.

Detto questo, il ministro non fa mistero della sua stessa delusione per il ritmo della crescita, che “si sta rivelando in Italia più lento di quanto desiderabile”.

“La crescita in Italia è tornata positiva nel 2014 ed è aumentata nel 2015 e nel 2016, anche grazie a una politica di bilancio più favorevole alla crescita” ma, “nonostante questo, il recupero dei livelli di prodotto pre-crisi si sta rivelando più lento di quanto desiderabile“, sulla scia del “rallentamento dell’economia globale ed europea, insieme all’insufficiente azione di riforma all’economia italiana negli anni precedenti alla crisi”.

Ma Padoan invita alla pazienza, ricordando che “le riforme implementate richiedono tempo per dispiegare appieno il loro effetto”.

Riguardo alla necessità di tagliare il debito pubblico “resta ferma l’intenzione del governo di proseguire con il programma di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico e di privatizzazioni, frenato quest’anno dalle condizioni di elevata volatilità dei mercati finanziari e dall’esigenza di valorizzare adeguatamente le imprese controllate dallo Stato attraverso piani industriali ambiziosi”.