Opinioni pagina 14
È presente una parabola, nel Vangelo secondo Matteo, che riguarda i lavoratori della vigna, in cui il padrone di casa impiega lavoratori a giornata per i suoi campi a un denaro al giorno. Quelli arrivati al mattino, a mezzogiorno e nel pomeriggio ricevono tutti la stessa paga, creando una disparità di salario in base alle
La Germania sta entrando in un momento cruciale del suo panorama politico ed economico. Con una crescita economica stagnante e pressanti sfide geopolitiche, la direzione del prossimo governo guidato da Friedrich Merz è significativa non solo per la nazione, ma anche per le prospettive economiche e di sicurezza future dell’Europa.La terza economia mondiale mostra pochi
Nel 2024 l’economia tedesca si è contratta per il secondo anno consecutivo e le previsioni per il 2025 continuano ad essere riviste al ribasso in tutti i settori: nel migliore dei casi, la crescita sarà solo marginalmente positiva. Ciononostante, la Germania è riuscita a mantenere sotto controllo il proprio deficit di bilancio, che negli ultimi 3 anni è rimasto al di sotto del 3%, sensibilmente inferiore a Francia, Italia e Spagna.
Le prossime elezioni rappresentano un evento macroeconomico globale meno significativo rispetto ai cicli elettorali precedenti, principalmente a causa della gamma ristretta di possibili esiti politici in Germania, e i driver di politica globale – anche quelli rilevanti per la Germania e l’Europa – si trovano più negli Stati Uniti e in Cina. L’aritmetica elettorale suggerisce la formazione di una coalizione centrista con un mandato limitato.
La nuova amministrazione statunitense prevede di imporre nuovi dazi su alcuni dei principali partner commerciali degli Stati Uniti. Al momento, non è chiaro se i dazi diffusi diventeranno realtà o se siano più una minaccia volta a riequilibrare i rapporti commerciali e a guadagnare potere negoziale su altre questioni – la recente decisione di congelare i dazi su Canada e Messico per 30 giorni lasciando in vigore quelli sulla Cina non ha risolto la questione.
L’annuncio di Stargate, il mega-progetto statunitense per l’intelligenza artificiale, ha catalizzato l’attenzione dei mercati finanziari. Con l’impegno di investire inizialmente 100 miliardi di dollari da parte delle società coinvolte nella joint venture (OpenAI, Oracle e SoftBank), e un obiettivo finale di superare i 500 miliardi.
Sono almeno vent’anni che si parla di un mondo “post americano” e multi-polare, con l’accelerazione che Trump sta dando agli equilibri globali, il tramonto del secolo americano sta diventando realtà: il ciclo politico inaugurato dalla sua seconda presidenza indebolisce la qualità della democrazia negli Stati Uniti e incrina la fiducia degli alleati.
L’annuncio a sorpresa nel weekend dell’amministrazione Trump di imporre tariffe del 25% su Canada e Messico – con l’aggiunta di un 10% extra sulla Cina – ha scatenato una tempesta sui mercati globali. Le risposte di ritorsione da parte di Ottawa e Città del Messico, unitamente alla minaccia di un’estensione delle misure all’Europa, aprono nuovi scenari per il riposizionamento sui mercati obbligazionari mondiali.
Il mercato ha reagito in modo molto negativo dopo l’annuncio di un nuovo modello di AI (DeepSeek, ndr) che, secondo quanto riferito, è costato solo 6 milioni di dollari per l’addestramento, utilizzando chip vecchi di due generazioni, con costi di inferenza previsti oltre dieci volte inferiori a quelli dei modelli di OpenAI.
Una società cinese di intelligenza artificiale, DeepSeek, ha recentemente annunciato di aver sviluppato un modello linguistico open source di grandi dimensioni, relativamente poco costoso da addestrare e che richiede meno energia e potenza di elaborazione rispetto alle principali applicazioni. Il risultato è stato un significativo sell off dei titoli tecnologici statunitensi, in particolare delle società di semiconduttori specializzate in chip per applicazioni AI.