Opinioni pagina 2
A un’ora e mezza dalla scadenza dell’ultimatum di Trump all’Iran (h 2:00 CET dell’8 aprile), il Presidente USA ha accettato la proposta iraniana in 10 punti che porta a un cessate il fuoco di due settimane, in modo da dare tempo ai negoziati di concordare una tregua più duratura a partire dal prossimo venerdì: gli inviati USA (Witkoff e Kushner), guidati dal vicepresidente Vance, incontreranno le autorità iraniane, capeggiate dal presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf.
I conflitti militari tra Stati Uniti, Israele e Iran tengono attualmente con il fiato sospeso l‘opinione pubblica mondiale e i mercati finanziari globali. In questo contesto, la dimensione politica rappresenta solo un lato della medaglia. Al di là dei dibattiti nei talk show tedeschi sull’inquadramento giuridico degli attacchi in base al diritto internazionale, si può constatare che si tratta di un momento di liberazione.
Tutti gli asset stanno parlando la stessa lingua, e non è una buona notizia. Il Nasdaq 100 ha perso l’1,9% venerdì ed è entrato ufficialmente in correzione. L’indice S&P 500 ha chiuso la quinta settimana consecutiva in rosso, la serie negativa più lunga dal 2022 e la più estesa di questo bull market. I Treasury,
I mercati finanziari sono stati piuttosto volatili nel corso del mese di marzo. La stessa cosa era avvenuta lo scorso anno quando abbiamo assistito alla volatilità in aumento e al conseguente ribasso dei mercati dovuto alla questione “dazi” e al ritorno dell’inflazione. Da anni ormai il mese di marzo è noto per essere il mese
Non riteniamo che i recenti avvenimenti nel settore del privat credit rappresentino un rischio sistemico. Tuttavia, sollevano importanti interrogativi sulle più ampie implicazioni per i mercati degli spread, i tassi di insolvenza e l’impatto di pratiche di rating discutibiliCi aspettiamo che gli sviluppi nel mercato del private credit rimangano sulle prime pagine dei giornali e
L’escalation del conflitto in Iran ha innescato una fase di mercato risk-off a livello globale, con un’uscita diffusa dagli asset più rischiosi—che nei mesi precedenti avevano beneficiato della caccia al rendimento—ma anche da asset difensivi come l’oro, arrivati allo scoppio della crisi su valutazioni particolarmente tirate. Il movimento riflette una dinamica di deleveraging e prese di profitto
Ogni volta che le tensioni geopolitiche tornano a salire in Medio Oriente, il dibattito pubblico si concentra su un numero preciso. Il 20%. Ovvero la quota di petrolio mondiale che attraversa lo Stretto di Hormuz, il passaggio che separa le coste iraniane dalla penisola arabica da cui transitano circa 20 milioni di barili al giorno.È
Negli ultimi anni stiamo assistendo a una convergenza inedita tra politica, attori economici e consulenza professionale. Alla luce di una serie di obiettivi comuni, tra cui costruire ricchezza, imparare a ragionare per obiettivi, ridurre le disuguaglianze e rafforzare la sicurezza finanziaria delle famiglie, e stato privilegiato uno strumento su tutti: il Piano di Accumulo.
Il conflitto in Iran determina il passaggio ad un regime di volatilità in cui il rischio geopolitico diventa, nel breve periodo, la variabile dominante il premio per il rischio azionario a livello globale. L’attacco militare di per sé non è una sorpresa per il mercato, il dispiegamento di forze organizzato dagli Stati Uniti nel Golfo e le posizioni iraniane emerse dai recenti negoziati, avevano già determinato l’opzione di intervento militare come lo scenario base
Se guardiamo a quanto avvenuto con le precedenti emissioni di BTP Valore – che incorporavano un premio rispetto ai BTP di pari scadenza già in circolazione nell’ordine dei 10-15 punti base, a cui aggiungere l’eventuale premio di 80 punti base per chi acquista il titolo in fase di collocamento e lo detiene fino a scadenza – il rendimento del nuovo BTP Valore dovrebbe collocarsi poco al di sopra quello del BTP con scadenza a marzo 2032, pari al 2,80%.