Vittoria Trump o Clinton: cosa faranno dollaro e oro. Usa rischia tripla A

8 Novembre 2016, di Laura Naka Antonelli

I market strategist di IG Filippo A. Diodovich e Vincenzo Longo, nel report “Road to US Election Day”, mettono in evidenza l’impatto sul forex, e in particolare sul dollaro, di una eventuale vittoria all’Election Day di Hillary Clinton o Donald Trump:

“All’indomani del voto i riflettori saranno puntati sul biglietto verde, che già nelle ultime settimane è tornato a perdere terreno in scia alla crescente incertezza sull’esito del voto. Solo una vittoria della candidata democratica potrebbe tornare a rafforzare gli acquisti sul dollaro statunitense (… ) Il cambio Euro-Dollaro dovrebbe così riposizionarsi in area 1,08-1,07, minimi dell’anno. Possibili escursioni sotto tale livello rimangono possibili, anche se potrebbero essere solo di natura temporanea in vista del possibile annuncio di tapering della Bce a dicembre. Diverso scenario, invece, potrebbe accadere nel caso di una vittoria di Trump. Riteniamo che la divisa statunitense possa mostrare una flessione in scia a due fattori:

  • diretto, legato alla maggiore incertezza sull’andamento dell’economia a stelle e strisce;
  • indiretto, dovuto al clima di risk off che si diffonderebbe sui mercati, spingendo gli operatori a chiudere le posizioni di carry trade soprattutto verso euro e yen.

Come già accennato, un simile scenario potrebbe far insorgere dubbi sul rialzo dei tassi all’interno della Federal Reserve elemento questo che contribuirebbe alla debolezza della divisa Usa. Tutti elementi questi in grado di riportare il cambio-euro-dollaro,a rivedere i massimi annuali, a 1,16″.

Ancora, Diodovich e Longo scrivono nel report:

“Crediamo che una vittoria di Trump sia in grado di minacciare la stabilità della prima economia del mondo a tal punto da metterne a rischio anche il merito creditizio. La politica fiscale del candidato repubblicano potrebbe portare a un aumento considerevole del deficit, visto il forte aumento della spesa e il contestuale taglio delle tasse. Così, dopo il downgrade di Standard&Poor’s dell’agosto 2011, anche Fitch e Moody’s, entrambe con tripla A al momento, potrebbero fare lo stesso. Frutto di tutte queste incertezze l’oro potrebbe tornare a brillare. Il clima di risk off dei mercati e il dollaro debole potrebbe ridare slancio alle quotazioni. Nel caso di un calo più marcato (scenario vittoria Trump) il metallo prezioso potrebbe superare i massimi dell’anno e aggiornare i massimi dal 2014, al ridosso dei 1.400 dollari/oncia”.

Nelle conclusioni del report i due market strategist di IG fanno notare:

“Quello che doveva essere un non evento, potrebbe trasformarsi in un market mover importante per i mercati i cui effetti potrebbero prolungarsi anche nel 2017. I numerosi rischi al ribasso e la permanenza di Wall Street al ridosso dei massimi storici creano qualche dubbio in un’ottica di lungo periodo. L’esito di queste elezioni potrebbe solo anticipare di qualche mese una correzione marcata che Wall Street attende da tempo“.