Perché i mercati sono poco ispirati malgrado scampato pericolo Le Pen

8 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Oltre ai fattori tecnici, un altro motivo per cui la prova dei mercati azionari è deludente rispetto alle aspettative dopo lo scampato pericolo Marine Le Pen in Francia è dato dal fatto che i dati economici e sull’inflazione positivi degli ultimi tempi potrebbero spingere la Bce a imporre una stretta monetaria prima del previsto. I titoli azionari e in particolare le banche avevano già corso molto dopo l’esito del primo turno delle presidenziali francesi.

Ne ha parlato oggi Larry Hatheway, chief economist del gruppo svizzero di gestione del portafoglio GAM, secondo cui Mario Draghi, che sta iniettando miliardi di euro nel sistema economico dell’area euro da anni ormai, potrebbe fare marcia indietro. Vista la ripresa del Pil e dei prezzi al consumo, il piano di acquisto di titoli di Stato e societari potrebbe essere ridotto prima del tempo e gli investitori stanno iniziando a prezzare tale eventualità sui mercati finanziari.

I mercati azionari europei hanno guadagnato in molti casi anche il 10% quest’anno ma paradossalmente, osserva Steen Jakobsen chief economist di Saxo Bank, proprio la vittoria di Macron – sulla carta un esito propizio per le Borse e per gli asset rischiosi in Europa – potrebbe mettere fine alla corsa. “Siamo stati molto ottimisti ultimamente su azionario europeo (specialmente in Francia) ed euro, ma ora è giunto il momento di assumere una posizione neutrale su entrambi”. Questo perché il lavoro che aspetta Macron è molto diverso dalla mera vittoria delle presidenziali”.

Molti analisti sono scettici circa il successo del 39enne neo eletto presidente. L’economista globale di Fidelity International Anna Stupnytska, ad esempio, ha la sensazione che il movimento En Marche! farà fatica a mantenere tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Anche gli analisti di Moody’s sottolineano che Macron dovrà superare diversi test politici difficili.