Incertezze governo su Brexit: sterlina buca 1,10 euro, minimi in sei anni
Le indiscrezioni circa le tensioni in seno al governo britannico sulla strategia da attuare in merito alla Brexit hanno spinto la sterlina ai minimi di sei anni nei confronti dell’euro. Per la prima volta da marzo 2010 la valuta britannica vale meno di 1,10 euro.
Sembra che il cancelliere della Scacchiera Philip Hammond abbia fatto infuriare i fautori della Brexit, per la sua incapacità di raggiungere con più fermezza l’obiettivo dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Al contempo la premier Theresa May è stata criticata dai suoi a Downing Street per il modo in cui ha gestito sinora la faccenda.
Standard & Poor’s, l’agenzia di rating Usa, intanto ha annunciato che la sterlina uscirà dal paniere della elite delle valute del Fondo Monetario Internazionale se il Regno Unito dovesse perdere accesso al mercato unico nei negoziati con l’Ue sulla Brexit.

Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play