Da Fed segnali di cautela su rialzo tassi. Ma indice dollaro rimane ben solido

23 Maggio 2016, di Laura Naka Antonelli

Sotto i riflettori rimane la Fed, dopo le dichiarazioni di alcuni esponenti. In particolare James Bullard, presidente della Fed di St. Louis, ha affermato che, a dispetto del basso tasso di partecipazione, il mercato del lavoro si trova in una fase ciclica di forza. Tale fattore potrebbe avallare un intervento sui tassi, in quanto potrebbe scatenare una pressione al rialzo sull’inflazione. Detto questo, ci sono due elementi che invece potrebbero giustificare l’assenza di un intervento da parte della Fed. Da un lato, spiega Bullard, “il recente tasso di crescita dell’economia Usa, che è più lento e inferiore al trend” e che dunque non avalla un rialzo dei tassi”. Dall’altro, esiste il problema delle base aspettative sull’inflazione.

Bullard ha anche sottolineato che un eventuale concretizzarsi dello scenario Brexit non avrà un impatto sulla decisione che la Fed prenderà sui tassi.

Riguardo ai prezzi del petrolio, Bullard ritiene che l’impatto, nel complesso, sia stato positivo per gli Stati Uniti.

Occhio intanto al trend del Dollar Index che, anche se quasi invariato nella sessione odierna, oscilla attorno al valore più alto in due mesi. La scorsa settimana, l’indice è salito +0,8% nei confronti di un paniere rappresentato dalle principali valute a livello mondiale, salendo per la terza settimana consecutiva.

A parlare oggi è stato anche John Williams, presidente della Fed di San Francisco. William ha affermato di ritenere che, nel 2017, la crescita dell’economia Usa sarà simile a quella del 2016, con il tasso di disoccupazione che segnerà una nuova flessione. Sul fronte dell’ inflazione, si precede che l’obiettivo sarà raggiunto “il prossimo anno o tra due anni”. Sui tassi, Williams ha detto che la giusta strategia consiste nell’aumentarli in modo lento e graduale. Il funzionario ha ammesso comunque che “in qualche modo è preoccupante” la presenza di segnali che indicano un lieve calo delle aspettative sull’inflazione.