Da Bank of Japan impegno a liquidità record. Yen in calo, borsa Tokyo +2%
E’ il giorno delle decisioni della Bank of Japan e della Fed. Quella della Bank of Japan è stata resa già nota e ha introdotto alcune novità anche se, in termini di acquisti di bond governativi e di tassi, non ci sono state variazioni.
Tuttavia un grande cambiamento apportato è proprio nella strategia di politica monetaria che, d’ora in avanti, avrà come target il controllo della curva dei tassi.
I tassi sono stati mantenuti invariati a -0,1% e la Bank of Japan ha reso noto di aver abbandonato il target della sua base monetaria; al contempo, il programma di acquisto di bond governativi a lungo termine non è stato modificato.
L’indice Nikkei ha accolto gli annunci balzando dell’1,91%, a 16.807,62 punti.
Sul forex, lo yen è sceso nei confronti del dollaro a JPY 102,66, contro i JPY 101,09 precedenti la diffusione del comunicato da parte della Bank of Japan.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play