Economia

Mutui, cosa aspettarsi nel 2023

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Quali sono le aspettative sui mutui per il 2023? A quanto ammonteranno gli aumenti? Lo scorso 15 dicembre 2022, la Bce ha deciso di ritoccare nuovamente i tassi debitori: ha aumentato il costo del denaro al 2,50%. Gli analisti prevedono che nel corso del 2023 possa esserci un nuovo intervento e che, con ogni certezza, si possa arrivare a quota 3%.

La politica monetaria messa in atto dalla Banca Centrale Europea ha lo scopo di frenare l’inflazione che, nell’Eurozona, a novembre si era attestata al 10,1%. Una percentuale sicuramente alta, ma in contrazione rispetto al 10,6% del mese di ottobre. Purtroppo, per il momento, non esistono altri mezzi per tentare di contrastare l’inflazione. Anche se ritoccare il costo del denaro sembra una mossa poco logica, perché l’operazione ha delle immediate ripercussioni sui mutui, almeno per tutto il 2023.

Quando la Bce aumenta i tassi, le ricadute coinvolgono tutta l’economia, non solo i mutui contratti con le banche. Questi, però, come molti mutuatari si sono accorti nel corso del 2022, hanno subito le prime ed immediate conseguenze.

2023: cosa accadrà con i mutui

Nel caso in cui la Bce dovesse intervenire nuovamente, l’indice dei mutui a tasso variabile – l’Euribor – arriverebbe al 4%. Questi prodotti raggiungerebbero la stessa percentuale di quelli a tasso fisso, che però sono indicizzati all’Eurirs, che, nel corso degli ultimi mesi, ha avuto un andamento altalenante.

I consumatori che devono sottoscrivere un nuovo mutuo, a questo punto preferiscono scegliere uno a tasso fisso, perché limita i rischi di nuovi aumenti nel corso dei prossimi mesi. Le stime prevedono, comunque, che entrambi i tassi saliranno per tutto quest’anno. Stiamo parlando di previsioni non particolarmente ottimistiche: questo è il motivo per il quale, nel corso degli ultimi mesi, sono aumentate le surroghe e, contemporaneamente, stanno diminuendo gli importi dei mutui.

È probabile che, nel corso dei prossimi mesi, i mutui a tasso fisso possano diventare più convenienti di quelli variabili. Questo, comunque, è solo uno dei tanti aspetti che potrebbe coinvolgere il mercato immobiliare, che sebbene abbia registrato una ripresa nel corso del 2022, nei prossimi mesi potrebbe crollare. Nomisma, ad esempio, prevede un calo del 13% delle transazioni. Altri osservatori prevedono una contrazione del mercato immobiliare del 10%. c’è anche chi scommette su una sostanziale parità, anche se i prezzi rimarranno stabili.

Cosa è possibile prevedere

Non importa che siano a tasso fisso o a tasso variabile: quello che è certo è che i mutui sono destinati ad aumentare. Nella migliore delle ipotesi il mercato immobiliare resterà invariato, anche se le voci più pessimistiche parlano di contrazioni di rilievo. Anche se questa condizione non dovrebbe portare ad una diminuzione dei prezzi.

Sicuramente, quella che abbiamo davanti è una situazione di incertezza e pessimismo. Non rappresenta il contesto migliore nel quale operare. Resta da valutare l’ipotesi che, tra carovita e caro bollette, tra politiche monetarie incerte e un futuro dell’economia globale di difficile lettura, diventi più saggio attendere prima di accendere un mutuo.