Mutui: frena la domanda, crescono le surroghe

27 Ottobre 2022, di Mariangela Tessa

Il costo dei mutui risentirà sensibilmente della nuova stretta della Bce che, nella riunione di oggi, come atteso dal mercato, dovrebbe rivedere al rialzo i tassi con un aumento previsto di 75 punti base.  Ancora una volta, a subire i maggiori effetti dei rincari saranno i mutui a tasso variabile. Lo dice l’Osservatorio MutuiSupermarket.it, il motore di ricerca e comparazione mutui gestito da FairOne spa, società che nel 2021 ha intermediato oltre 1 miliardo di euro di nuovi finanziamenti casa.

Nel frattempo, alla luce di questa veloce corsa delle rate dei mutui variabili sta riprendendo piede la domanda di mutui surroga, che rispetto alla primavera ha triplicato il proprio peso sul totale delle richieste del canale online. Gli attuali surrogatori – spiega l’analisi –   sono mutuatari che hanno in corso un mutuo a tasso variabile, e che, dopo aver subito i primi rincari, si aspettano ulteriori aumenti nei prossimi mesi. Ciò che li spinge a surrogare è la ricerca di una protezione da rialzi eccessivi del costo del denaro. Si legge nella nota:

“Oggi chi ha un mutuo a tasso variabile, sottoscritto negli anni scorsi, con ogni probabilità avrà un tasso pari all’Euribor + 1,10% (media dei migliori spread a tasso variabile negli ultimi 3 anni), quindi circa il 2,60%. Con gli Euribor previsti oltre il 3% in estate, il tasso di interesse sul proprio mutuo oscillerà a giugno tra il 4,10% e il 4,60%. Ad oggi i migliori mutui surroga a tasso fisso prevedono dei TAN intorno al 3,70%: c’è la concreta opportunità, per questi richiedenti, di limitare la crescita inevitabile del tasso di interesse sul proprio mutuo a poco più di un punto percentuale rispetto a quanto già pagano”.

A livello nazionale, rilevano da Osservatorio MutuiSupermarket.it, la finalità acquisto si è consolidata al 74% del totale complessivo delle domande con una netta risalita della surroga che raggiunge il 22%. Il tasso più richiesto è il fisso al 66%, mentre il variabile è sceso al 20%. Il variabile con cap si attesta al 12%. Per ora la fascia d’età dei giovani under-36 spiega il 36% delle richieste.

Frena la domanda di mutui

Intanto, gli effetti del caro mutuo si sono già fatti sentire. Guardando al mercato più in generale in termini di acquisto prima casa, Crif ha certificato una contrazione della domanda di mutui nel terzo trimestre 2022 pari al -22,6% rispetto allo stesso trimestre del 2021. Crif scrive:

“Dal nostro osservatorio registriamo una diminuzione della quota di mercato dei mutui acquisto che a ottobre registrano il 74% delle richieste contro una media ben superiore all’80% nella prima metà dell’anno. In particolare, il segmento dei giovani under 36 registra una flessione e questo mese spiega solo il 42% delle richieste di mutui acquisto prima casa contro il massimo toccato a Gennaio del 54%”.

Oltre all’incertezza per il futuro economico, che rappresenta un disincentivo all’acquisto casa per tutte le fasce di età, i fattori determinanti che determinano la contrazione della domanda dei più giovani sono: la scadenza al a fine anno degli incentivi fiscali che prevedono l’azzeramento delle imposte sull’acquisto prima casa per i giovani under 36 con ISsee inferiore o uguale a 40.000 euro; la soppressione da parte delle banche delle offerte di mutuo Consap a tasso fisso.

Analisi degli indici di riferimento

La media delle rilevazioni mensili dell’indice di riferimento per i mutui a tasso fisso Irs a 20 anni nel mese di ottobre 2022 registra un aumento dello 0,43% attestandosi a 2,98%. Il Minimo negli ultimi dodici mesi è stato registrato a agosto 2021: 0,26%.
L’analogo indice per i mutui a tasso variabile nel mese di ottobre 2022 registra una media di 1,34% in aumento dello 0,33%. Il minimo è stato registrato a dicembre 2021: -0,58%.