Economisti: Bce dia soldi ai cittadini

29 Marzo 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Anziché comprare bond, Mario Draghi dovrebbe dare soldi direttamente ai cittadini e finanziare attività di pubblico interesse. Lo sostiene il movimento neo nato “Quantitative Easing for the people“, che gode del sostegno di 65 docenti di economia, commentatori e professionisti del mondo della finanza.

La proposta si basa in sostanza su quell’helicopter money di cui tanto si parla ultimamente nei media e nei report dei broker. Secondo alcuni osservatori di mercato potrebbe essere sul serio la prossima tappa ‘estrema’, un piano da ultima spiaggia, a cui la Bce ricorrerà per rilanciare la ripresa economica nell’area euro e rinfocolare l’inflazione.

La proposta del movimento è di staccare un assegno di 175 euro a testa, piuttosto che acquistare bond, dal 10 marzo anche societari e non solo governativi, al ritmo di 80 miliardi di euro al mese. La tesi enunciata dagli economisti e illustrata al Parlamento europeo nei giorni scorsi è che gli attuali interventi dell’istituto centrale di Francoforte favoriscono le banche e le classi abbienti, aumentando le diseguaglianze.

Il 17 febbraio tre parlamentari europei hanno lanciato il dibattito sulle possibili alternative al programma di allentamento monetario straordinario di Quantitative Easing. La conclusione dell’evento è stata che il “QE per la gente” non è solo possibile bensì necessario.

Politiche monetarie regressive

Da diversi decenni ormai le banche centrali non hanno creato soldi per il bene comune. L’idea originaria del piano era quello di finanziare operazioni che avrebbero contribuito ad alimentare il Pil. Così però non è stato e i soldi non sono finiti per circolare nell’economia reale.

Il ricercatore Frank van Lerven, ha aperto le danze della conferenza con una presentazione molto concisa del rapporto “Recovery in the Eurozone, Using Money Creation to Stimulate the Real Economy” pubblicato a inizio anno dall’associazione per la quale lavora, Positive Money, un movimento per la democratizzazione del denaro e delle attività bancarie. Nel report si sostiene come i meccanismi di trasmissione delle politiche monetarie della Bce non stanno funzionando a dovere, il che spiega come mai il congegno di espansione monetaria di Draghi non abbia alimentato la ripresa.

Da parte sua, il professore di economia Richard Werner, che per primo propose un piano di QE quando lavorava come consulente della Bank of Japan nel 1995, parlando a nome della sua fondazione (New Economics Foundation) tra le 21 a sostegno dell’iniziativa, ha lanciato l’appello per la messa a punto di un piano ‘strategico’ diverso che finanzi investimenti sostenibili.

La presentazione successiva, a cura di Eric Lonergan, si è concentrata invece su come la Bce potrebbe e dovrebbe invece distribuire ai cittadini una sorta di dividendo. Fare piovere soldi dal cielo da distribuire a ogni nucleo familiare dell’Unione Europea viene ritenuto l’unico modo per scongiurare un’altra recessione.

Sarebbe proprio quel piano di emergenza di cui l’area euro non può ancora disporre in questo momento. E considerata l’inefficacia del QE attuale, trasferire i soldi creati direttamente ai governi nazionali perché ne facciano buon uso appare l’alternativa ideale. Le singole amministrazioni provvederebbero a finanziare le loro spese in progetti per esempio nel settore delle infrastrutture.

“I soldi potrebbero essere distribuiti in maniera equa tra i cittadini dell’area euro” in modo da stimolare consumi e occupazione. Si tratterebbe di “un dividendo che aumenterebbe immediatamente il potere d’acquisto della gente”.

“Con il QE attuale è decisamente improbabile che si arrivi a un incremento notevole dei livelli di prestito al settore privato, pertanto l’approccio tenuto dalla Bce per generare una ripresa economica in Eurozona sarà quasi certamente inefficace“, si legge nel report.

Tra i nomi che sponsorizzano il piano “Qe for the people” si possono citare il noto antropologo statunitense Dave Graeber, principale arteficie della nascita del movimento Occupy Wall Street, nel settembre del 2011, l’ex direttore di Wall Street Italia, Luca Ciarroca, e Stefano Sylos Labini.

Fonte: Positive Money