L’impatto del bazooka monetario della Bce sui mutui

30 Ottobre 2017, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – E’ un buon momento per chi ha deciso di comprare casa accendendo un mutuo. La Bce ha prolungato la sua politica espansiva di altri nove mesi, un annuncio che impatterà sui mercati anche si quello immobiliare e su chi ha comprato un mutuo per l’acquisto di casa.

L’istituto centrale guidato da Mario Draghi ha prolungato così l’acquisto di titoli sui mercati aperti – il quantitative easing – da dicembre 2017 a settembre 2018 e l’esborso mensile della Bce scenderà da 60 a 30 miliardi al mese. La decisione di Draghi impatta sui mutui per lacquisto di casa. Si segnala un forte acquisto dei bond governativi proprio perché molti investitori si sono sentiti nuovamente protetti dalla Bce. Come scrive Il Sole 24 Ore:

“Quando i bond vengono acquistati accadono due cose: i prezzi salgono (per la legge della domanda e dell’offerta) e i rendimenti (che si muovono in direzione opposta e tengono conto della cedola fissa e poi della differenza tra il prezzo corrente del titolo e di quello (100) a cui verrà rimborsato a scadenza) scendono. Rendimenti bassi (in particolare del Bund tedesco) hanno un forte impatto sui mutui”.

Ciò comporterà che il tasso fisso rimarrà invariato per un altro anno. Per quanto concerne invece il mutuo a tasso variabile, la Bce ha fatto capire che nel 2018 non verrà alzato il tasso sui depositi, forse nel 2019. Cosa significa? In soldoni chi sta pagando un mutuo a tasso variabile e sa a questo punto che il prossimo rialzo degli Euribor arriverà forse e in ogni caso fra più di un anno. Così come chi sta stipulando oggi un mutuo e sta valutando il variabile ha un motivo in più per riflettere e per farsi due calcoli. In tutto questo però occorre sempre tenere in considerazione la variabile banche visto che gli istituti possono anche decidere di aumentare lo spread che come è noto non risente delle decisioni di politica monetaria della Bce.