Legge elettorale con soglia di sbarramento “tedesca”: la rivolta di “sterpaglie e cespugli”

30 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

A scanso di equivoci lo dico subito: io non ci credo.

Non ci credo che le attuali forze politiche per la stesura della nuova legge elettorale, riusciranno ad elevare al 5% la soglia per entrare in Parlamento.

Tanto le “sterpaglie che i cespugli”  della politica nostrana, quella del tirare a campare in luogo del “tirare le cuoia” come diceva l’allora Senatore Andreotti, sono in rivolta.

Tutti a minacciare fuoco e fiamme, quando si tratta di salvare le poltrone e le terga di tanti parlamentari la protesta è unanime,  lamentando che con la eventuale “novità alla tedesca”, scomparirebbe la rappresentanza in Parlamento di milioni di persone. Noi in Italia, da sempre, ci dividiamo su tutto, raramente siamo d’accordo su un obiettivo comune, insomma ci piace dibattere sempre, così per tenerci in allenamento, a cominciare dal mondo della politica: confronto democratico, senza risolvere nulla s’intende, però si aprono tavoli e si parla, parla, parla e, alla fine, non essendo d’accordo su nulla, si rinvia.

Noi siamo la politica dell’accozzaglia[1], quella che ha votato NO al Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, promettendo che in sei mesi avrebbero fatto di più e meglio: avete visto qualcosa all’orizzonte? Negli ultimi sei mesi, avete avuto modo di seguire qualche dibattito politico, di come affrontare un problema, l’opportunità di un investimento, una rivisitazione di trattati a livello europeo?

La politica, quando mancano le idee, i progetti, visione di futuro diventa come uno “stagno puzzolente” che si asciuga quando manca l’acqua.

Ecco, oggi ho la sensazione di trovarci in uno stagno puzzolente!

Nulla: la nostra politica con tutti i mille parlamentari acquattati in Parlamento sembrano in letargo, in attesa del 15 settembre p.v. quando scatterà il diritto alla pensione: tutti tengono famiglia ed è giusto così!

Se in 70 anni di Repubblica parlamentare siamo riusciti a partorire 65 Governi battendo il record assoluto di “ingovernabilità”  ci sarà un motivo!

Per i primati, anche quelli negativi, ci vogliono delle attitudini, delle capacità innate. Vi ricordate Mastella, a capo dell’UDEUR – Unione Democratici per l’Europa. Grande Mastella, lui era un futurista in quanto già venti anni fa pensava all’Europa. All’epoca del Governo Prodi, dopo aver fatto il salto della quaglia, come ahimè fanno di solito tanti nostri parlamentari in servizio permanente effettivo, passando da destra a sinistra con assoluta scioltezza, ogni sera lo vedevo al telegiornale delle venti: “Se Prodi non fa questo o quell’altro, domani va a casa”.

Questo diceva il mitico Mastella, la pulce del Centro sinistra targato Ulivo.

Oggi non c’è più l’UDEUR ma per fortuna, si fa per dire, è rimasto Mastella, nel senso che fa il Primo cittadino a Maddaloni e, se non sbaglio, è anche parlamentare europeo: la classe non è acqua.

Vogliamo augurarci di uscire dallo stagno magari tenendoci anche solo la puzza per un po’ di tempo?

Allora tifiamo per il 5%, al netto della rivolta di tutte le sterpaglie e cespugli vari che si ostinano a ritenere che con loro in campo la politica è più bella, più interessante.

Vi abbiamo già visto all’opera, non avete mai combinato niente e quindi è ora di cambiare, di voltare pagina.

AVANTI TUTTA AL 5%!

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[1] ACCOZZAGLIA – “Garzanti linguistica: insieme disordinato di persone o cose, per lo più disparati tra loro”. Questo gruppo, disomogeneo, affatto coeso e che non sono d’accordo su niente