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Si accende lo scontro tra UniCredit e Commerzbank sull’Offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Piazza Gae Aulenti. Il consiglio di amministrazione e il consiglio di sorveglianza dell’istituto tedesco hanno infatti respinto formalmente la proposta, giudicandola non adeguata sotto il profilo economico e strategico e ritenendola troppo incerta nei suoi sviluppi futuri.
Commerzbank dice no all’Ops di Unicredit
Nel documento ufficiale, Commerzbank ribadisce la propria posizione di autonomia strategica e invita gli azionisti a non aderire all’offerta, sottolineando come il piano presentato da UniCredit presenti diversi elementi di rischio. In particolare, secondo la banca tedesca, l’Ops sottostimerebbe le possibili perdite di ricavi, sovrastimerebbe le sinergie e si baserebbe su una tempistica di integrazione considerata poco realistica.
Un ulteriore punto critico riguarda la mancanza di chiarezza sull’obiettivo finale dell’operazione: secondo il board tedesco non è definito se UniCredit intenda mantenere una partecipazione rilevante senza controllo oppure procedere verso un’acquisizione completa, né sono indicati con precisione tempi e modalità di un eventuale passaggio di governance. Commerzbank difende invece il proprio piano industriale “Momentum 2030”, ritenuto in grado di creare maggiore valore nel lungo periodo con un profilo di rischio più contenuto rispetto all’operazione proposta dalla banca italiana.
Nonostante il rifiuto, la banca tedesca non chiude del tutto al dialogo, dichiarandosi disponibile a confrontarsi nuovamente nel caso in cui emergano condizioni più favorevoli, a partire da un premio più elevato per gli azionisti e da un piano industriale più coerente con la propria strategia.
La reazione di UniCredit: “Dissentiamo, risponderemo nel dettaglio”
Dalla controparte italiana è arrivata una risposta immediata. UniCredit ha dichiarato di aver preso atto del documento pubblicato da Commerzbank e di volerlo esaminare con attenzione. “Dissentiamo profondamente da molte delle argomentazioni presentate, ritenendole prive di fondamento e di dati a supporto”, ha affermato la banca in una nota diffusa in serata, sottolineando come le valutazioni espresse dall’istituto tedesco non siano condivise.
UniCredit ha inoltre precisato che fornirà una risposta articolata solo dopo aver analizzato nel dettaglio tutte le questioni sollevate nel documento, lasciando intendere che il confronto tra le due banche è tutt’altro che chiuso.
Un confronto che resta aperto nel risiko bancario europeo
Il caso Commerzbank si inserisce in un contesto più ampio di consolidamento del settore bancario europeo, dove operazioni transfrontaliere e strategie di crescita esterna stanno ridisegnando gli equilibri del comparto. Per UniCredit, guidata dall’amministratore delegato Andrea Orcel, l’Ops rappresenta un tassello importante nella strategia di espansione internazionale, ma il rifiuto del management tedesco e la successiva replica di Milano evidenziano un confronto ancora aperto e destinato a sviluppi nei prossimi mesi.
In attesa della risposta ufficiale di UniCredit alle osservazioni di Commerzbank, il mercato osserva con attenzione l’evoluzione di una partita che potrebbe avere impatti significativi sugli assetti del sistema bancario europeo.