Le 5 idee di investimento di Aviva per il 2017

19 Dicembre 2016, di Daniele Chicca

Andare lunghi sulle small cap quotate nei paesi in Via di Sviluppo è il primo dei cinquei consigli di investimento per il nuovo anno offerti da Ian Pizer, head of investment strategy e manager dei fondi AIMS Target Return e Target Income di Aviva Investiments.

Nei mercati emergenti, secondo il gestore, “continueremo a vedere un incremento dei redditi familiari, un aumento della classe media, un’espansione rapida della forza lavoro, un incremento dei livelli di produttività e un’inflazione stabile”.

Il modo più “pulito” e sicuro di investire in un simile mercato è quello di puntare sui titoli delle società più piccole dell’area emergente. Sono i gruppi più esposti alle economie locali rispetto alle loro controparti più attrezzate e conosciute, in particolare in settori che beneficeranno dalla crescita dei salari, come il retail, gli industriali e l’healthcare.

Irripidimento curva dei rendimenti sudcoreana

La curva dei rendimenti del paese è “una delle più piatte al mondo, con il debito a dieci anni che rende appena 47 punti base in più del due anni. Questo è dovuto alle attese per una crescita economica fiacca a breve termine per la Corea del Sud, mentre le prospettive a lungo termine sono compromesse dai timori legati al debito del settore privato e da un andamento demografico sfavorevole”.

“Tutto ciò offre una ghiotta opportunità per sfruttare il probabile irripidimento della curva. Per farlo occorre andare lungi sul due anni e shortare il dieci anni e gli swap sui tassi di interesse”.

La banca centrale del paese ha tagliato i tassi di interesse ai minimi storici dell’1,25% e gli analisti di Aviva sono convinti che un altro taglio potrebbe presto materializzarsi. Questo aiuterà la parte breve della curva, mentre l’area a lungo termine sembra “vulnerabile a una pioggia di vendite globali” nel mercato dei bond.

Rialzisti sul cambio dollaro-yen

Il consiglio sul mercato valutario è quello di andare lunghi sul dollaro Usa rispetto alla valuta giapponese. L’economia della potenza asiatica è ancora in pericolo di vita nonostante gli sforzi delle autorità politiche per resuscitarla. Al contrario l’economia americana sta per portare a termine l’anno in un buono stato di forma. Inoltre la crescita degli Stati Uniti riceverà un bell’aiuto l’anno prossimo dalle politiche di Trump, secondo Aviva.

“Sebbene il dollaro abbia rimbalzato negli ultimi due mesi, contro lo yen giapponese resta ancora il 6% sotto i valori di inizio anno. Con il mercato ancora rialzista sullo yen dopo gli acquisti mossi dalla caccia ai beni rifugio di inizio anno, “riteniamo che lo yen abbia il potenziale per indebolirsi in maniera significativa”.

Dovrebbe rafforzarsi di un altro 10% e raggiungere i massimi di 125 yen stabiliti a metà 2015, per poi ritornare sui 140 yen per dollaro nel caso in cui la Bank of Japan dovesse varare ulteriori misure di politica monetaria particolarmente aggressive.

Puntare sui bond high-yield Usa

Sono una delle poche categorie nell’universo obbligazionario a offrire rendimenti buoni in un contesto relativamente sicuro. Le misure di stimolo fiscale, l’abbassamento delle tasse e la deregulation promessa dal presidente Trump sono tutti fattori che avranno un impatto sull’economia. È un reparto che ha le caratteristiche che si avvicinano all’azionario, ma con una volatilità più bassa.

La vittoria di Trump ha alimentato le aspettative per un rialzo dell’inflazione e dei tassi di interesse. Tuttavia anche se i bond ad alto rendimento non sono immuni all’aumento dei tassi, “la durata relativamente breve del settore rende meno li sensibili alla minaccia sopracitata”

“Gli spread creditizi sono scesi di più di 400 punti base dai massimi di febbraio ma rimangono ancora più di 100 punti base più ampi di giugno 2014, il periodo in cui il ciclo creditizio ha toccato il picco. Con un rendimento coupon di oltre il 6,5% c’è da aspettarsi che i bond high-yield Usa continueranno a ricevere una buona domanda per gli investitori che sono tuttora a caccia di rendimenti” in un contesto di tassi ancora bassi nell’obbligazionario.

Comprare titoli protetti da inflazione

Un altro consiglio del gestore è quello di andare lunghi sulle modalità per proteggersi da uno scenario di inflazione.

“Da tempo ormai riteniamo che i mercati finanziari fossero troppo preoccupati circa le prospettive di una deflazione e che invece l’inflazione avrebbe iniziato a manifestarsi. All’inizio del 2016, quando il mercato era preoccupato dalla minaccia della deflazione, il mercato dei Treasuries americani prezzava un’inflazione annuale di non più dell’1,5% nei prossimi dieci anni. La cifra ora è vicina al 2%, ma è ancora lontana dai valori corretti, secondo Pizer, vista anche il rincaro dei prezzi del petrolio.

“Andare lunghi sui titoli di Stato americani protetti dall’inflazione e invece shortare i Treasuries convenzionali tramite operazioni studiate sui future a dieci anni è una delle nostre puntate preferite del momento” sul mercato, dice il gestore a Investment Week.