Lavoro Usa, deludono posti creati e salari

3 Novembre 2017, di Daniele Chicca

In un segnale positivo per lo stato di salute del mercato del lavoro Usa, il tasso di disoccupazione è sceso ai minimi di 17 anni a ottobre, ma i salari e i posti di lavoro creati hanno deluso le attese. Le buste paga orarie sono rimaste invariate rispetto al mese precedente, mentre gli Stati Uniti hanno creato 261 mila posti di lavoro. Le attese erano per la creazione di 313 mila impieghi per gli americani. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,o65% dal 4,22%, attestandosi alla percentuale più bassa da dicembre 2000.

I dati di settembre sono stati ritoccati in rialzo a quota +18 mila da -33 mila posti di lavoro creati, in un mese che è stato influenzato dai danni ingenti provocati dagli uragani Harvey e Irma che si sono abbattuti su Texas e Florida. Anche i dati di agosto sono stati rivisti in meglio, a quota +208mila posti dalle +169mila unità riportate in precedenza.

I salari sono aumentati del 2,4% su base annuale a ottobre, contro una previsione del 2,7%, mentre su base mensile hanno perso esattamente un centesimo l’ora. Si tratta dei minimi da giugno 2015 e di un risultato inferiore alle stime che erano per una variazione positiva dello 0,2%. Hanno deluso anche i salari su base settimanale, che in media sono calati di 35 centesimi a quota $912,63: è il primo calo da maggio.

Il numero di persone che sono usciti dalla forza lavoro è balzato a quota 95,385 milioni, per un incremento di 968 mila unità in ottobre, una variazione quasi da record. Si tratta nel complesso di un report occupazionale relativamente deludente, ma che non dovrebbe cambiare lo scenario di politica monetaria.

A fine anno la Federal Reserve, che ha avviato un piano di riduzione del bilancio da 4.500 miliardi di dollari, dovrebbe imporre una stretta monetaria di 25 punti base, la terza dell’anno. Detto questo, la freddezza dei prezzi al consumo e le prospettive per un’inflazione ancora lontana dagli obiettivi della banca centrale Usa potrebbero anche cambiare i piani della Fed dal 2018. Che l’inflazione sia bassa lo dimostrata la componente dei salari orari medi del report occupazionale governativo non agricolo.

Sul piano politico e fiscale, ieri il presidente americano Donald Trump e il suo partito Repubblicano hanno presentato il testo legislativo di un piano di riforma delle tasse ambizioso, che punta a ridurre la corporate tax al 20%. Sui mercati, sul Forex il dollaro Usa si indebolisce (-0,21% il dollar index), mentre i rendimenti sui Treasuries Usa decennali cedono due punti base immediatamente dopo la pubblicazione del report occupazionale governativo.

I future sui principali indici di Wall Street continuano ad avanzare timidamente con quelli sull’indice allargato S&P 500 che guadagnano lo 0,15% circa. Avanzano anche le Borse europee  e asiatiche, con il petrolio che si avvicina ai massimi di otto mesi grazie alle possibilità di un’estensione dei tagli alla produzione da parte dei paesi del cartello dell’Opec.