La cura per l’economia: “helicopter money” da trilioni di dollari

21 Ottobre 2016, di Laura Naka Antonelli

Gli Stati Uniti devono correre ai ripari il prima possibile e accettare che, l’unico modo per salvare la loro economia dalla minaccia di una recessione è ricorrere all’opzione dell’ “helicopter money“.

Ad auspicarlo è David Rosenberg, responsabile economista e strategist presso Gluskin Sheff che, intervistato da Real Vision TV, ha detto chiaramente che la Fed ha esaurito le proprie munizioni e che è arrivato il momento di affidare il destino degli Usa a una maxi manovra di stimoli fiscali del valore di trilioni di dollari.

L’idea di Rosenberg include anche l’opzione helicopter money, oltre a un massiccio intervento di spese in infrastrutture e misure per far fronte al carico di debiti che gli studenti hanno contratto per proseguire i loro studi, e che ammonta a $1 trilione.

“Alcuni sostengono che una recessione sia già in corso in questo momento. In realtà, non credo che l’economia sia arrivata a questo punto, non ancora, in quanto alcune condizioni non si sono verificate. Ma la gente dice di far caso a ad alcuni fattori: come alla produzione industriale, negativa su base annua per dodici mesi consecutivi, cosa che non è mai avvenuta al di fuori di un contesto di recessione. E come al sesto trimestre di contrazione dei profitti, su base annua, anche questa situazione che è accaduta soltanto in un contesto di recessione. Io dico che tutto ciò è vero, anche se gran parte si spiega con lo choc petrolifero che ci ha colpiti”.

Affrontando la questione della politica monetaria, l’economista fa notare che ormai le manovre adottate per risollevare i fondamentali economici sono diventate un debole antidoto per curare malattie che sono strutturali. Di conseguenza, la soluzione non è tanto in una ulteriore espansione della politica monetaria, quanto nell’adozione di una politica fiscale che venga ben valutata, in modo da poter avere conseguenze ad ampio raggio.

Le spese per le infrastrutture, a suo avviso, devono dunque essere stimolate, ma anche in modo appropriato, in quanto le crisi della storia recente e la stessa Grande Recessione insegnano che, affinché la leva fiscale funzioni, è fondamentale convincere il popolo che le misure sono permanenti e non temporanee, in termini di impatto sull’economia.

“Deve essere qualcosa di molto imponente, non di transitorio. E con i tassi così bassi che abbiamo, la capacità sicuramente c’è. E poi ci sono diversi stati in tutto il mondo che emettono bond con scadenza a 50-100 anni. Questa è l’opportunità della vita per (i vari governi) per prendere soldi in prestito)”.

Così ancora Rosenberg, sull’helicopter money:

“Non dovrebbe essere di poche centinaia di miliardi di dollari, ma di due trilioni circa..So che verrò accusato di voler salvare con una operazione di bail-out chi ha peccato ma, Dio mio, lo abbiamo già fatto. D’altronde, nessuno è finito dietro le sbarre (..) E l’helicopter money è un QE plus, con il Tesoro che emette un bond perpetuo – o chiamamoli anche centenari – del valore di $2 trilioni sul bilancio della Fed. Quando il bond scade, a quel punto siamo tutti morti, e il Tesoro può utilizzare quel denaro per stimolare la crescita”.

Rosenberg spiega che l’idea è positiva, anche perchè si tratta di una misura che non deve essere approvata dal Congresso e dunque non deve sottostare ai tempi di approvazione di una proposta di legge per riformare, per esempio, il fisco:

“L’effetto sarebbe un aumento permamente della base monetaria. Le aspettative sull’inflazione salirebbero, il che significa che i tassi di interesse su base reale diventerebbero negativi. Secondo la teoria, ciò darebbe una spinta maggiore per ottenere quanto desideriamo, ovvero una crescita del reddito nominale che sia sostenibile e in accelerazione”.