Iran: aerei da guerra sauditi contro nostra ambasciata

7 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

TEHERAN (WSI) – Non fanno che aumentare le tensioni tra Iran e Arabia Saudita. Il governo di Teheran punta il dito contro quello saudita reo di aver attaccato con aerei da guerra la sua ambasciata nella capitale dello Yemen.

“L’Arabia Saudita è responsabile per i danni recati al palazzo dell’ambasciata e al personale”: così ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri dell’Iran, Hossein Ansari Jaber, intervistato dalla televisione di Stato IRIB facendo riferimento a un presunto attacco a Sanaa.

Come riporta l’agenzia di stampa iraniana ISNA, il governo in Iran ha vietato le importazioni di prodotti realizzati in Arabia Saudita, una decisione presa a seguito di una riunione di gabinetto presieduta dal Presidente Hassan Rouhani. Il divieto da parte dell’Iran e l’incidente occorso all’ambasciata yemenita sono solo gli ultimi due avvenimenti di un confronto sempre più intenso tra le due potenze del Medioriente.

L’omicidio da parte dei sauditi di un religioso sciita accusato di terrorismo e le conseguenti proteste degli iraniani in Arabia Saudita hanno fatto scoppiare una grave crisi diplomatica tra i due grandi esportatori di petrolio.

Sui mercati le notizie mettono ulteriormente pressione sui listini azionari, ma invece danno un temporaneo sollievo ai prezzi del greggio che fino a quel momento erano in caduta libera (anche -4% il future Wti) in area 32 dollari al barile in Usa e 33 dollari al barile per il Brent londinese.

Sul valutario si nota un rafforzamento dello yen giapponese, ritenuto un bene rifugio al pari dell’oro, che da parte sua si è portato sui 1.100 dollari l’oncia. Anche l’euro viene favorito dagli eventi, mentre le divise dei paesi esportatori di materie prime cedono quota.

Il tasso di cambio tra dollaro australiano e americano è sotto 0,70. Per il dollaro canadese invece gli ultimi sviluppi sono favorevoli dal momento che un petrolio in miglioramento viene interpretato come un fattore positivo. Il dollaro Usa scambia in area 1,4124 al momento. Ma non appena le quotazioni del greggio continueranno la loro fase calante, la valuta canadese è destinata a fare dietrofront.

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