Gualtieri difende ipotesi eurobond: “debito comune Ue è previsto nei trattati”

9 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

La creazione di debito comune in Europa non è solo “una possibilità consentita dai Trattati” ma anche “una necessità economica per contrastare gli effetti del coronavirus”.

Parola del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che in un’intervista al Sole24Ore, nel giorno in cui torna a riunirsi l’Eurogruppo, torna a ribadire la centralità degli eurobond nella soluzione della crisi causata dal coronavirus. Ipotesi che

Secondo il titolare del Mef:

“il Fondo per la ripresa si finanzierebbe a lungo termine sui mercati sulla base di una garanzia comune degli Stati membri e consentirebbe di sostenere in modo in modo solidale i costi della crisi attraverso il bilancio europeo”, pertanto “non si tratta quindi di mutualizzare il debito passato né quello futuro” bensì “di affrontare nel miglior modo possibile una battaglia comune che riguarda tutta l’Europa e che impone di salvaguardare i nostri sistemi produttivi, che peraltro sono fortemente integrati e interdipendenti”.

Quanto al Mes, il Fondo salva stati, il ministro dell’Economia sostiene:

“non costituisce lo strumento adatto per rispondere a questa crisi” e per questo motivo “ci siamo opposti al piano originario che era stato presentato all’Eurogruppo e al Consiglio Europeo e che era imperniato su di esso, e per di più prevedeva condizionalità sia pur limitate”. Mentre semmai, “un altro discorso” è “se nel quadro di un pacchetto di proposte sufficientemente ambizioso e che includesse la proposta franco-italiana di Fondo per la Ripresa finanziato con titoli comuni, il Mes possa offrire a quegli stati che ne fossero interessati linee di credito senza condizionalità economiche estranee al contrasto al Coronavirus, invece che quelle attualmente disponibili, che al contrario prevedono condizionalità”. Ma su questo aspetto, poi spiega, “non c’è ancora consenso e mentre altri Paesi hanno abbandonato la richiesta di condizionalità, l’Olanda continua a premere perché siano almeno in parte mantenute”.

Nel caso di un possibile mancato accordo, Gualtieri assicura che:

“i titoli di Stato italiani godono di un mercato molto ampio” e “hanno una presenza vasta e diffusa in Italia e anche un’importante penetrazione nei portafogli internazionali a livello globale” e “questo ci consentirà di collocare eventuali volumi aggiuntivi di debito in modo efficace a prescindere dall’esito degli accordi europei”.

Sul terreno domestico, il titolare dei conti assicura che le procedure per far arrivare la liquidità alle imprese saranno rapide, perché il decreto è  “autoapplicativo”, e “Sace e banche stanno già lavorando” per passare all’operatività. Tutti i 400 miliardi indicati dal governo, assicura Gualtieri, “sono attivabili già da quest’anno”

La gelata dell’economia può cambiare il ruolo dello Stato che, secondo il ministro, in fasi come queste può “prendere in considerazione l’ipotesi di un intervento diretto in settori particolarmente esposti alle turbolenze del mercato”.

Questa mattina intanto lo spread tra il Btp decennale benchmark, e il Bund decennale di pari durata, in avvio di seduta si è portato sopra i 203 punti base dai 200 punti di ieri sera. Il rendimento dei decennali italiani è all’1,74% dall’1,69% di ieri.