Fitch: con Brexit rischio crisi debiti e spread. Le banche più penalizzate

16 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

Le conseguenze di un’eventuale Brexit lambirebbero un vasto numero di aree, dall’economia domestica, agli effetti politici diffusi nel resto dell’Europa; a fare il punto sui possibili scenari è un’analisi dell’agenzia di rating Fitch, che collega alla Brexit anche l’eventualità di nuove spinte secessioniste in Scozia.

Pur rimanendo la permanenza del Regno Unito nell’Ue lo scenario base di Fitch, l’agenzia non sottovaluta il rischio che il concretizzarsi dello scenario Brexit potrebbe innescare, creando un forte clima d’incertezza sul futuro dell’integrità europea: l’uscita britannica, infatti, galvanizzerebbe i partiti euroscettici in tutto il Continente, sollevando l’ipotesi di numerose altre “exit options”. Allo stesso tempo: “la Brexit potrebbe rendere i leader Ue più riluttanti e attuare politiche impopolari che assicurano benefici a lungo termine”; basti pensare ai disordini che già si osservano, riguardo a tali politiche, per le riforme del mercato del lavoro in Francia.
Il mercato, scontando questi rischi sulle emissioni di titoli di Stato, produrrebbe nuove risalite per gli spread sovrani: “I timori di altre uscite potrebbero allargare gli spread sui Paesi periferici”, scrive Fitch, “potenzialmente aumentando il costo del debito pubblico, innescando anche una nuoca crisi del debito simile a quella che mise in ginocchio l’Eurozona nel 2012. A suo avviso, di fatto, diversi partiti populisti della regione guadagnerebbero popolarità nel caso in cui i britannici decidessero di lasciare l’Ue, e tale fattore potrebbe tradursi in un aumento dei tassi di interesse e dunque di costi per rimborsare i debiti.
In termini di rapporti commerciali e finanziari, le le banche europee più colpite dalla Brexit sarebbero, chiaramente, quelle che al momento hanno i rapporti più stretti con Londra: Lussemburgo, Malta, Belgio, Germania, Irlanda, Olanda e Spagna.

In casa britannica, invece, i settori economici più favoriti dall’uscita dall’Unione Europea sarebbero quelli che esportano maggiormente all’estero, che potrebbero giovare della prevista svalutazione della sterlina; di converso, lo stesso fenomeno renderebbe più difficoltoso il pagamento dei debiti contratti in valuta straniera. Particolarmente danneggiate risulterebbero, secondo Fitch, le compagnie aeree, a causa degli elevati costi sostenuti in valute di altri Paesi.