Fed, Isis e petrolio mettono Borsa Milano al tappeto. Sell su BP e BPM

24 Marzo 2016, di Daniele Chicca

MIlANO (WSI) – I principali indici delle Borse europee hanno fatto i conti con una serie di fattori negativi. La fase di rimbalzi dopo l’inizio d’anno da dimenticare rischia di volgere al termine, in una giornata che è stata caratterizzata ovunque da volumi ridotti e rischio di volatilità, vista la chiusura delle piazze finanziarie domani e lunedì per le festività pasquali.

Il listino Ftse MIB ha chiuso nel finale sotto i 18.200 punti, in perdita -1,61%, a 18.165,84 punti.

Positivi invece i Bund, i cui rendimenti decennali continuano a essere sempre più vicini allo zero. Pesa il rafforzamento del dollaro sul valutario, dopo che il numero uno della Fed di St.Louis, James Bullard, ha segnalato di essere favorevole a un rialzo dei tassi già ad aprile.

Non è il primo e unico endorsement per una nuova stretta monetaria dopo quella storica di dicembre. Senza contare poi che ora la Fed rischia un ammutinamento delle sue file interne.

E’ sempre effetto petrolio sui mercati. Il ribasso delle quotazioni ha inciso negativamente sulla performance dell’azionario. A scatenare le flessioni del petrolio è stato il rally del dollaro, che è proseguito oggi per la quinta seduta consecutiva, sulla scia delle speculazioni su una manovra restrittiva vicina, per l’appunto, da parte della Fed. Come conferma il grafico, l’azionario globale è dipendente dai movimenti che si registrano sui mercati petroliferi. E i prezzi del petrolio hanno sofferto nella seduta odierna, con il contratto WTI scambiato sul Nymex di New York che è scivolato anche sotto la soglia di $39 al barile, prima di ridurre le perdite. Oro piatto, attorno a $1.220 l’oncia.

Forti movimenti anche sul mercato dei titoli di stato Usa: negli ultimi due giorni di contrattazioni i rendimenti dei bond con scadenza a trenta anni sono crollati di oltre 12 punti base – riportando il tonfo più forte in sei mesi -, a fronte del rally dei relativi Treasuries. Movimenti particolari, in quanto l’aspettativa di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed dovrebbero far salire, non scendere i rendimenti. Le vendite sull’azionario portano invece l’indice S&P in perdita dall’inizio del 2016.

A Piazza Affari protagoniste ancora le  banche, che non sono riuscite a beneficiare dell’annuncio delle nozze tra le due banche popolari BP e BPM. Tutt’altro: proprio questi due titoli hanno riportato perdite pesanti, con BP che ha chiuso in calo -4,81% e BPM -5,35%.

Male anche MPS, che ha ceduto più del 5%. Intesa SanPaolo -1,71%, Unicredit -2,74%.

Tra i titoli di altri settori ENI -2,38%, così come FCA -4,12%. Bene i titoli Enel, Mediaset -3,99%, Telecom Italia -3,82%, in attesa della nomina del nuovo amministratore delegato, che dovrebbe arrivare entro la fine del mese.
Mediaset e Telecom Italia sono state oggetto di diverse voci di mercato. C’è anche chi ritiene possibile una fusione tra le due aziende orchestrata da Vincent Bollorè, patron di Vivendi, che è il maggiore azionista di Telecom, e da Silvio Berlusconi.

Anche in Asia le materie prime hanno trainato al ribasso i listini e le principali Borse del continente hanno chiuso in rosso. A Tokyo l’indice Nikkei ha accusato una perdita dello 0,6% a 16.892,33 punti. Ancora peggio è andata alla Borsa di Sidney. Zavorrato dal comparto bancario, l’indice di riferimento della piazza azionaria australiana, l’S&P/Asx 200, ha terminato la sessione con un calo dell’1,13% a 5.084,2 punti.

Sul valutario, l’euro è sotto pressione e oscilla sotto attorno a $1,1170. Dollaro sale anche sullo yen, a quota JPY 112,50, mentre la sterlina continua a scontare lo scenario Brexit.

La volatilità implicita a tre mesi nei confronti del dollaro ha testato il 15% per la prima volta in quasi sei anni; la volatilità nei confronti dell’euro ha toccato il massimo in sette anni, al 13,8%. Il costo per proteggersi contro il crollo della sterlina è balzato inoltre al record in sei anni.

 

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Il Liveblog è terminato

Daniele Chicca 24 Marzo 20169:21

In Asia la perdita si aggira intorno all’1% per l’indice di riferimento della regione Msci, Giappone escluso. Il petrolio continua a perdere terreno dopo il tonfo del -4% di ieri. Male anche minerali, ferro e oro, il quale viaggia ai minimi da fine febbraio.

Biggest fallers on the FTSE 100 at the start of trading.

Daniele Chicca 24 Marzo 20169:31

Dopo la conferma della fusione tra i due istituti popolari, le fortune sono opposte per Banco Popolare e Pop Milano, i cui titoli di entrambi sono stati riammessi oggi alle contrattazioni dopo la sospensione temporanea di ieri. 

Se la prima perde l’1,8% in avvio di seduta, la seconda fa invece segnare prima un progresso del +2,5% e in un secondo momento viene anche sospesa per eccesso di rialzi con un progresso teorico superiore al 4%. In confronto il mercato italiano in generale cede lo 0,42%.

Daniele Chicca 24 Marzo 20169:33

Uno dei settori più deboli in mattinata in tutta Europa è quello petrolifero. Eni, Saipem e Tenaris cedono tutte più dell’1%. A pesare è l’ennesimo tonfo delle quotazioni del greggio. Nella notte italiane, pomeriggio statunitense, i contratti sul Wti sono scesi sotto quota 40 dollari al barile.

Daniele Chicca 24 Marzo 20169:52

Salta subito all’occhio il crollo dei titoli Next, scaturito dalle parole allarmanti pronunciate dal suo presidente. Il chairman della catena d’abbigliamento, Lord Wolfson, ha segnalato agli azionisti come le condizioni di mercato siano le peggiori dallo scoppio della crisi dei mutui subprime e il successivo crac di Lehman Brothers, nel 2008. 

Next's share price

Daniele Chicca 24 Marzo 20169:52

Salta subito all’occhio il crollo dei titoli Next, scattato dopo che il presidente della catena d’abbigliamento ha segnalato agli azionisti come le condizioni di mercato siano le peggiori dallo scoppio della crisi dei mutui subprime e il successivo crac di Lehman Brothers, nel 2008. 

Next's share price

Daniele Chicca 24 Marzo 20169:58

Mentre il dollaro si rafforza sulle principali valute rivali, i timori di Brexit affossano ancora la sterlina, che è scesa ai minimi di 15 mesi sull’euro. La valuta britannica cede lo 0,3% a quota €1,2584 al momento. Un euro vale 79,40 penny. L’alert lanciato dalla catena di abbigliamento britannica Next ha gettato nubi sullo stato di salute dell’economia britannica quando mancano tre mesi soltanto al referendum sull’uscita eventuale del paese dall’Unione Europea.

Daniele Chicca 24 Marzo 201610:22

L’indice Ftse Mib accelera al ribasso e perde l’-1,13% a 18.255 punti, mentre l’All Share registra un -1,01% a 19.915 punti.

Sul valutario, euro in lieve calo sul dollaro alle prime battute sui mercati internazionali. La divisa unica europea si attesta a 1,1164 dollari (valeva $1,1189 ieri sera alla chiusura di Wall street). La moneta unica si rafforza invece sullo yen a 126.

Daniele Chicca 24 Marzo 201610:28

Il bollettino della Bce dipinge un quadro a tinte fosche per l’economia dell’area euro, le cui prospettive sono orientate al ribasso. Nel tagliare le stime gli analisti hanno citato le prospettive di crescita contenuta nei paesi emergenti, la volatilità nei mercati finanziari, i necessari aggiustamenti dei bilanci in diversi settori e la lenta attuazione delle riforme strutturali.

Le proiezioni macro formulate a marzo prevedono una crescita annua del Pil in termini reali pari all’1,4% nel 2016, all’1,7% nel 2017 e all’1,8% nel 2018. Rispetto alle analisi condotte a dicembre 2015 dagli esperti dell’Eurosistema, le prospettive per l’espansione della crescita in termini reali sono state riviste lievemente al ribasso per motivi principalmente ascrivibili alla più debole espansione anticipata per l’economia mondiale.

“I paesi con alti livello di indebitamento (come l’Italia, ndr) – si legge nel bollettino di marzo – sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell’instabilità nei mercati finanziari” e “la loro capacità di adattamento a possibili choc avversi è piuttosto limitata”. Un altro aspetto preoccupante, oltre alla perdita di vigore delle attività commerciali, riguarda la tendenza calante dei salari in area euro. 

Daniele Chicca 24 Marzo 201610:48

Il bollettino della Bce dipinge un quadro a tinte fosche per l’economia dell’area euro, le cui prospettive sono orientate al ribasso. Nel tagliare le stime gli analisti hanno citato le prospettive di crescita contenuta nei paesi emergenti, la volatilità nei mercati finanziari, i necessari aggiustamenti dei bilanci in diversi settori e la lenta attuazione delle riforme strutturali.

Le proiezioni macro formulate a marzo prevedono una crescita annua del Pil in termini reali pari all’1,4% nel 2016, all’1,7% nel 2017 e all’1,8% nel 2018. Rispetto alle analisi condotte a dicembre 2015 dagli esperti dell’Eurosistema, le prospettive per l’espansione della crescita in termini reali sono state riviste lievemente al ribasso per motivi principalmente ascrivibili alla più debole espansione anticipata per l’economia mondiale.

“I paesi con alti livello di indebitamento (come l’Italia, ndr) – si legge nel bollettino di marzo – sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell’instabilità nei mercati finanziari” e “la loro capacità di adattamento a possibili choc avversi è piuttosto limitata”.

Daniele Chicca 24 Marzo 201610:59

Tra le altre notizie clou di giornata arrivate dal fronte macroeconomico, da segnalare il lieve calo della fiducia dei consumatori in Germania, che delude le attese le quali erano per un risultato invariato, e l’aumento del fatturato all’industria e degli ordinativi al settore in Italia a gennaio.

Daniele Chicca 24 Marzo 201611:26

Tra le altre notizie clou di giornata arrivate dal fronte macroeconomico, da segnalare il lieve calo della fiducia dei consumatori in Germania, che delude le attese le quali erano per un risultato invariato, e l’aumento del fatturato all’industria e degli ordinativi al settore in Italia a gennaio. In Francia la fiducia delle imprese è scesa ai minimi da giugno dell’anno scorso.

Daniele Chicca 24 Marzo 201611:50

Il motivo per cui i prezzi del petrolio sono calati nettamente da ieri è presto detto: 31 milioni di barili parcheggiati verranno presto dispensati. Sono i calcoli effettuati da Deutsche Bank. Il mercato fino a ieri non scontava questo incremento imminente dell’offerta, previsto per i prossimi mesi. Le promesse dell’Opec non saranno sufficienti, perché i fondamentali commerciali ed economici dicono che le quotazioni non possono che scendere ancora.

Una posizione tattica da assumere, secondo l’analista della banca Michael Huseh, è quella di andare short sul contratto Brent. Un’alternativa è quella di andare lunghi sul future americano analogo, il Wti. Se le previsioni di DB sono esatte, e nei prossimi tre mesi il 20% dei 157 milioni di barili delle scorte offshore inonderanno i mercati, non saranno solo i prezzi del petrolio a calare, ma anche il settore energetico in Borsa.

Daniele Chicca 24 Marzo 201611:58

Sul valutario la sterlina continua a pagare caro la prospettiva di un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il referendum sulla Brexit dista ormai soli tre mesi. Il costo per assicurarsi contro un eventuale calo della divisa britannica è salito ai massimi di sei anni se si guarda al cambio con il dollaro (15% la volatilità implicita), mentre nel tasso di cambio con l’euro sono stati toccati i livelli più alti di sette anni, al 13,8%.

Daniele Chicca 24 Marzo 201611:59

Sul valutario la sterlina continua a pagare caro la prospettiva di un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il referendum sulla Brexit dista ormai soli tre mesi. Il costo per assicurarsi contro un eventuale calo della divisa britannica è salito ai massimi di sei anni se si guarda al cambio con il dollaro (15% la volatilità implicita), mentre nel tasso di cambio con l’euro sono stati toccati i livelli più alti di sette anni, al 13,8%.

Daniele Chicca 24 Marzo 201612:03

A meno di qualche miracolo o fattore esterno fuori dal comune, la striscia settimanale positiva di Wall Street è destinata a interrompersi a cinque. I futures sugli indici principali della Borsa Usa scambiano infatti in deciso calo, con i contratti sul Dow Jones che lasciano sul parterre 150 punti.

Daniele Chicca 24 Marzo 201612:05

Il bollettino della Bce dipinge un quadro a tinte fosche per l’economia dell’area euro, le cui prospettive sono orientate al ribasso. Nel tagliare le stime gli analisti hanno citato le prospettive di crescita contenuta nei paesi emergenti, la volatilità nei mercati finanziari, i necessari aggiustamenti dei bilanci in diversi settori e la lenta attuazione delle riforme strutturali.

Le proiezioni macro formulate a marzo prevedono una crescita annua del Pil in termini reali pari all’1,4% nel 2016, all’1,7% nel 2017 e all’1,8% nel 2018. Rispetto alle analisi condotte a dicembre 2015 dagli esperti dell’Eurosistema, le prospettive per l’espansione della crescita in termini reali sono state riviste lievemente al ribasso per motivi principalmente ascrivibili alla più debole espansione anticipata per l’economia mondiale.

“I paesi con alti livello di indebitamento (come l’Italia, ndr) – si legge nel bollettino di marzo – sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell’instabilità nei mercati finanziari” e “la loro capacità di adattamento a possibili choc avversi è piuttosto limitata”. Un altro aspetto preoccupante, oltre alla perdita di vigore delle attività commerciali, riguarda la tendenza negativa dei salari in area euro. 

Daniele Chicca 24 Marzo 201613:10

Il dollaro scambia in rialzo per il quinto giorno di fila, il petrolio Usa ha bucato la soglia dei 39 dollari al barile e i principali indici azionari d’Europa scambiano tutti in ribasso di più di un punto percentuale. In una seduta carente di liquidità, i futures sui listini di Wall Street arretrano di circa mezzo punto percentuale.

European stock markets

Laura Naka Antonelli 24 Marzo 201613:44

Futures su Wall Street sotto pressione. I futures sul Dow Jones perdono 100 punti, mentre il rally del dollaro, che sale per il quinto giorno consecutivo, mette sotto pressione le quotazioni del petrolio, che scendono a New York sotto la soglia di $39 al barile.

Laura Naka Antonelli 24 Marzo 201613:52

 Gli ordini Usa aventi per oggetto i beni durevoli hanno segnato a febbraio un calo -2,8%. Si tratta della terza flessione in quattro mesi, alimentata dal calo degli ordini in tutti i principali settori industriali, a eccezione di quello delle auto. Gli economisti intervistati da MarketWatch avevano previsto un calo maggiore -2,9%. Tuttavia il pessimismo rimane, vista la portata dei cali.

Laura Naka Antonelli 24 Marzo 201615:10

Sul valutario, l’euro è sotto pressione e oscilla sotto attorno a $1,1160. Dollaro sale anche sullo yen, a quota JPY 112,50, mentre la sterlina continua a scontare lo scenario Brexit. La volatilità implicita a tre mesi nei confronti del dollaro ha testato il 15% per la prima volta in quasi sei anni; la volatilità nei confronti dell’euro ha toccato il massimo in sette anni, al 13,8%. Il costo per proteggersi contro il crollo della sterlina è balzato inoltre al record in sei anni.

Laura Naka Antonelli 24 Marzo 201615:12

E’ sempre effetto petrolio sui mercati azionari. Il ribasso delle quotazioni incide negativamente sulla performance dell’azionario. A scatenare le flessioni del petrolio è il rally del dollaro, che è proseguito oggi per la quinta seduta consecutiva, scommettendo per l’appunto sulle prossime mosse della Fed. Come conferma il grafico, l’azionario globale è dipendente dai movimenti che si registrano sui mercati petroliferi. Il contratto WTI Crude scambiato a New York scivola -3,24%, a $38,50, mentre le quotazioni del Brent scivolano -2,55%, a $39,44.

Laura Naka Antonelli 24 Marzo 201615:18

Accelerazione ribassista per Piazza Affari, dove l’indice Ftse Mib perde -1,69%, a 18.150,36 punti. Protagoniste le banche, con BP e BPM, le cui nozze sono arrivate dopo settimane di dubbi, che si confermano tra le peggiori. BP cede -4,53%, BPM cede oltre -5%. Ma gli smobilizzi si abbattono anche contro MPS, che perde oltre -4%. Banca Mediolanum -1,91%, Bper -1,41%. Molto male Ubi Banca -4,76%, Unicredit cede -2,29%, Intesa SanPaolo -1,80%. Tra i titoli di altri settori ENI -2,88%, così come FCA -3,91%, Mediaset -2,73%, Telecom Italia -3,33% in attesa di capire chi sarà il nuovo AD dopo l’addio di Patuano. In rialzo attorno a +1% le Enel, bene anche Snam +1,32%.

Laura Naka Antonelli 24 Marzo 201616:26

Ftse Mib rimane sotto pressione, cede -1,24% a 18.233,85 punti. Lo spread BTP-Bund è in risale oltre la soglia di 110 punti base, a fronte di tassi sui BTP decennali attorno all’1,28% e i tassi sui Bund tedeschi a 10 anni sotto forte pressione (a fronte dunque di forti acquisti di titoli di stato tedeschi), cedendo -11% allo 0,27%.

Laura Naka Antonelli 24 Marzo 201616:40

Sul fronte delle materie prime, il petrolio è ancora sotto pressione, con il contratto WTI scambiato a New York che cede -2,49%, a $38,80 e il Brent che arretra di -1,58%, a $39,83 al barile.  Oro +0,06%, a $1.220,88.

Laura Naka Antonelli 24 Marzo 201617:38

L’indice Ftse Mib ha chiuso la sessione con un calo -1,61%, a 18.165,84 punti.