Faber: banche centrali stanno creando socialismo globale

14 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Le strategie seguite dalle banche centrali di tutto il mondo finiranno per mettere tutti gli asset finanziarsi nelle mani del governo.

È l’avvertimento dell’investitore ribassista Marc Faber. Intervenuto alla trasmissione Squawk Box dell’emittente americana CNBC, l’autore del report Gloom, Boom and Doom ha approfittato dell’occasione per lanciare il suo endorsement alla corsa alla presidenza degli Stati Uniti del magnate immobiliare ultra conservatore Donald Trump.

Secondo Faber le politiche mega accomodanti dei banchieri centrali non stanno facendo altro che monetizzare il debito, in particolare il Giappone, dove la Bank of Japan sta comprando tutti i bond governativi che il Tesoro emette.

I programmi di acquisto degli istituti centrali, come quello varato e di recente potenziato dalla Bce, continueranno ad aumentare di portata, secondo le stime di Faber, che si dice preoccupato per la crescita economica. Le manovre ultra espansive straordinarie di Mario Draghi e omologhi del mondo non stanno funzionando, secondo l’investitore svizzero, con inflazione e ripresa che rimangono ancora pericolosamente incollate allo zero.

“Alle banche centrali non interessa cosa funziona e cosa no, l’unica cosa che interessa loro è il proprio prestigio. Si sono immerse completamente in una tattica costituita da misure estreme che non hanno funzionato. Quello che faranno sarà allora aumentare la dose di medicine” inefficaci, secondo Faber, e creare una sorta di “socialismo globale”.

Alla fine quello che succederà è che “compreranno tutti i bond governativi emessi. Acquisteranno tutti i bond societari possibili e tutti i titoli azionari in circolazione. Dopo che il mercato immobiliare avrà fatto crac, compreanno anche tutti i beni immobiliari. A quel punt il governo entrerà in possesso di tutto”.

All’ultima riunione del 10 marzo, Draghi ha sorpreso i mercati annunciando un secondo piano di TLTRO per aiutare le banche a rifinanziarsi e un potenziamento del controverso programma di Quantitative Easing, tanto contestato da analisti e commentatori anti keynesiani come Faber e dai banchieri più “falchi” in politica monetaria. La Bce, che ha ridotto ulteriormente tutti e tre i tassi di interesse di riferimento, comprerà anche bond aziendali di gruppi extra finanziari.