Euro, l’impatto del piano TLTRO e delle scelte della Bce

12 Marzo 2019, di Daniele Chicca

L’ultima riunione di politica monetaria della Bce ha provocato scossoni sui mercati finanziari e secondo Lombard Odier è un game changer in particolare per l’euro. Mario Draghi ha deciso di avviare un nuovo programma di prestiti a condizioni vantaggiose per le banche dell’area euro. Il board ha anche stabilito all’unanimità di rimandare il rialzo dei tassi di interesse all’anno prossimo.

L’atteggiamento più accomodante del previsto, che rappresenta anche l’ammissione da parte della Bce di problemi economici dell’area, ha influito negativamente sull’euro. Secondo la private bank svizzera a dare una sterzata in negativo all’euro sono due elementi: le stime più basse su inflazione e crescita del Pil e il rinvio della forward guidance sui tassi.

Il programma TLTRO non è una sorpresa, sebbene l’esperto di valute dice che si aspettava che l’annuncio venisse fatto ad aprile. La revisione della forward guidance ha del clamoroso “perché apre la porta alla possibilità che la politica di tassi negativi duri più a lungo del previsto”.

Bce causa shock e stupore con i suoi annunci ultra dovish

L’euro ha pagato caro la notizia, scivolando immediatamente da quota 1,1320 dollari a $1,1180, prima di stabilizzarsi intorno al livello di $1,12. Una politica accomodante viene considerata sfavorevole alla moneta nazionale.

“La Bce ha causato shock e stupore trasformando la strategia monetaria da una di cautela controllata a una da colomba assoluta”, dice nella sua analisi Vasileios Gkionakis, PhD Global Head della strategia sul Forex della banca.

“Le comunicazioni del 7 marzo sono state un game changer per l’euro”, ossia un punto di svolta, secondo il manager. “Abbiamo rivisto di conseguenza al ribasso le previsioni per il cross euro dollaro nel 2019“.

A breve termine Gkionakis quota a più del 50% le probabilità di una convergenza verso quota 1,10 dollari. La banca scommette a quel punto su una ripresa modesta, ma non prima della seconda parte dell’anno. Il target di fine anno è di 1,14 dollari, molto più basso dell’1,20 fissato in precedenza.