Effetto deflazione: spuntano rate con interessi negativi

11 Aprile 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI0 – Comprare a rate mensili un oggetto di lusso oggi, per ottenere l’1% della somma spesa tra due anni. È l’offerta insolita che in esclusiva in aprile si può trovare in Germania, almeno stando a un cartello pubblicitario di Banca Santander nella città di Monchengladbach.

Per tutta durata del mese, aderendo alla promozione si potranno comprare oggetti di interior design, come una tavola da cucina o un letto di lusso, alla somma di 78 o 88 euro al mese, senza alcun interesse e, anzi, con la possibilità di ottenere anche un punto percentuale del capitale investito tra 24 mesi, alla scadenza del contratto.

Ora che una banca ha incominciato ad offrire un prestito al consumo a interessi negativi del -1%, allo scopo di alimentare la domanda, per ragioni concorrenziali altri istituti di credito seguiranno molto probabilmente a ruota con iniziative promozionali simile.

Ma gli effetti non saranno per forza positivi sui consumi, al contrario.

Una spirale deflativa fuori controllo

In un contesto di deflazione, i consumatori tendono a rimandare gli acquisti perché si aspettano di trovare prezzi ancora più convenienti in futuro. Se la spirale deflativa continua ad avvitarsi in questo modo e se i tassi continuano a scendere ulteriormente sotto zero, finiremo per assistere a una situazione paradossale in cui i prestiti si ripagano da soli.

Anche perché come si vede bene dall’andamento a braccetto dei rendimenti dei Bund decennali e dei titoli bancari europei sui mercati, gli investitori e i banchieri sono consapevoli che più i tassi scendono più scendono anche i margini di profitto del settore finanziario in Eurozona.

Questa spirale pericolosa continuerà fino a quando la Bce non obbligherà le banche a tagliare i tassi sui depositi sotto lo zero; oppure finché non eliminerà i contanti dalla circolazione; o fino a quando non fornirà soldi direttamente alla gente (helicopter money), dal momento che le misure straordinarie intraprese per facilitare i prestiti a famiglie e imprese non si sono tradotte in un miglioramento del credito e dell’economie reale.

Fonte: Peter Barkow di Barkow Consulting su (Twitter)