Cernobbio: Conte fa il punto sul Recovery fund e le riforme da attuare

6 Settembre 2020, di Massimiliano Volpe

Anche il premier Conte è intervenuto ai lavori del 46° forum  The European House – Ambrosetti a Cernobbio.
Nel suo intervento il premier, tra le altre cose, ha fatto il punto sul Recovery fund e le riforme da attuare per fare ripartire l’economia e chiudere il divario con gli altri Paesi più industrializzati.

“Le risorse di cui il nostro Paese potrà beneficiare sono consistenti, circa 209 miliardi fra trasferimenti e prestiti, ma sono molte anche le priorità che dovremo affrontare per vincere la sfida del rilancio, così come sono tanti i nodi burocratici e normativi da sciogliere, affinché le risorse stanziate si trasformino quanto prima in capitale infrastrutturale.
A questo abbiamo dato già un primo segnale con il decreto-legge “Semplificazioni”.
E’ stato uno sforzo molto impegnativo, che ha abbracciato tantissimi settori di attività, sviluppandosi in tanti campi, ha attraversato tante competenze di amministrazioni centrali e territoriali. Abbiamo già varato un primo pacchetto di norme che dovrebbero accelerare la spesa per investimenti e rendere più celeri alcuni passaggi burocratici e amministrativi”.

Come verranno utilizzati i fondi del Recovery Plan

“Lo scorso giugno, per quanto riguarda il Recovery Plan, il piano Nazionale di Ripresa e resilienza, il Governo ha coinvolto i principali attori economici e sociali, così come semplici cittadini, nell’iniziativa “Progettiamo il Rilancio”: un’iniziativa che si è avvalsa anche del lavoro delle task force. Qualcuno dice tutte queste task force a cosa servono ma se il governo ha potuto affrontare una consultazione nazionale durata una settimana e in pieno periodo epidemico ha potuto presentare un piano di rilancio è stato perché a monte c’è stato il lavoro di un Comitato di esperti in materia economica e sociale, il cosidetto comitato Colao che, raccogliendo tantissime analisi, interloquendo con centinaia di stakeholders, ha offerto la base per le valutazioni politiche che il Governo ha sintetizzato con tutte le forze di maggioranza presentando questo Piano con circa 190 progetti concreti” ha ricordato il Premier.

“Nei mesi estivi, gli uffici del Comitato interministeriale per gli affari europei e gli uffici della Presidenza del Consiglio hanno lavorato silenziosamente insieme a tutti i Ministeri e agli Enti Locali per concretizzare le proposte progettuali che andranno a comporre il Piano.
Le Linee guida saranno a breve discusse e approvate innanzitutto dal Comitato interministeriale per gli affari europei, per essere poi presentate alle parti sociali. Avvieremo quindi una preziosa interlocuzione con il Parlamento, nelle forme che saranno ritenute più adeguate dalle Camere”.

“Abbiamo le idee molto chiare rispetto al cammino da intraprendere” ha proseguito Conte. “Il Piano di Ripresa non è un contenitore vuoto da riempire, ma un insieme strutturato di investimenti e riforme strutturali, non pensiamo certo di chiedere risorse europee per abbassare le tasse, queste risorse ci occorreranno per realizzare progetti e iniziative che nel loro complesso andranno a definire un disegno coerente, coordinato, destinato a restare in eredità alle generazioni future”.

“Oltre il 35% delle risorse disponibili sarà allocato per progetti legati agli investimenti green: transizione energetica, potenziamento della rete, contrasto al dissesto idrogeologico, efficientamento energetico degli edifici pubblici”.

Conte ha poi sottolineato che “intendiamo dedicare anche un’attenzione prioritaria alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e molte delle norme del decreto semplificazione sono proprio preordinate a questo. Vogliamo anche favorire la riqualificazione delle competenze dei lavoratori, in particolare della Pubblica Amministrazione e non solo; abbiamo bisogno di competenze digitali; abbiamo bisogno di persone nelle pubblica amministrazione, non si può pensare che nella Pa ci siano solo giuristi, abbiamo bisogno di discipline esterne anche nella Pa; dobbiamo rilanciare e sostenerle filiere più innovative del Paese; rafforzare le infrastrutture di mobilità; dobbiamo potenziare la formazione di ogni ordine e grado; cospicui investimenti dedicheremo al rilancio della scuola di ogni ordine e grado, università, ricerca e avremo anche progetti volti ad abbattere divari di genere, territoriali, anche facendo anche leva sui progetti già delineati dal Piano Sud”.

Urgenti riforme della pubblica amministrazione e giustizia

“Ai progetti di investimento si affiancheranno anche processi riformatori essenziali per riportare il Paese su un sentiero di crescita, fra cui vi sono la riforma della giustizia civile e del processo civile, del processo penale.
Dobbiamo investire sul sistema giustizia, che deve esser reso ancora più efficiente: è l’occasione storica per farlo” ha sottolineato il premier.

“E poi, ancora, la riforma degli ammortizzatori sociali e dobbiamo perseguire una riforma organica del nostro sistema fiscale. Sono decenni, circa 40 anni, che il nostro sistema fiscale non gode di una riforma organica, sistemica.
Abbiamo un team di esperti che ci sta affiancando per definire un quadro di riforma.
L’abbassamento delle tasse non lo faremo certo con i soldi europei ma avendo già posto basi per una digitalizzazione sempre più intensa dei pagamenti confidiamo che quella sia la strada per contrastare il lavoro sommerso, l’economia sommersa che tanto ci fa male.
Il primo dicembre partirà il meccanismo dei bonus che porterà all’incentivo dei pagamenti digitali senza almeno nella prima fase penalizzare i pagamenti in contanti.
Confidiamo in prassi virtuose che si diffonderanno sempre di più, quello è il meccanismo che ci consentirà di far pagare tutti in modo da far pagare tutti meno insieme, insieme alla riforma dell’efficientamento del sistema fiscale” ha concluso Conte.