Cathie Wood punta ancora sui tecnologici, non bada a critiche

14 Gennaio 2022, di Mariangela Tessa

Cathie Wood, ceo di Ark Investment Management, non sta attraversando un buon periodo: i sei ETF che fanno capo alla  sua società di gestione focalizzata sui titoli tecnologici hanno avuto un pessimo 2021 e stanno continuando sulla stessa strada nei primi giorni di negoziazione di quest’anno, registrando perdite tra il 4 e il 9%.
Nonostante questo, la star statunitense degli investimenti, che in passato ha puntato con decisione sul titolo Tesla, non cambia idea su alcuni titoli hi tech, in cui la stessa intravede  “opportunità di crescita esponenziale”.

Durante il suo ultimo webinar mensile, Wood ha spiegato ai partecipanti che alcune società tecnologiche innovative, come Zoom (società di servizi di teleconferenza) e Teladoc (società multinazionale di telemedicina), entrambe partecipazioni principali in alcuni fondi Ark sono un “vero affare”. Nulla a che vedere con la bolla tecnologica più di 20 anni fa. Questo nonostante i titoli, tuttavia, non stiano certo brillando (-54% in un anno per Zoom, -65% per Teladoc).

“La nostra convinzione si è rafforzata nell’ultimo anno. Non è diminuita”, ha detto Wood, aggiungendo  che i critici di Ark “non conoscono fino in fondo la tecnologia e quanto siano potenti le tendenze che stanno emergendo”.

Cathie Wood, strategie contestate sui tecnologici

Wood, va detto, è spesso stata criticata per le sue scelte di investimento. Tanto che lo scorso dicembre la società londinese Leverage Shares ha annunciato il debutto in Europa di alcuni ETP (Exchange traded product) che permettono di scommettere a favore o contro la star statunitense degli investimenti

.Per Amy C. Arnott, portfolio strategist di Morningstar, il caso di Ark Innovation è un chiaro esempio di come non si dovrebbe investire.

Negli ultimi cinque anni, l’ETF ha avuto un rendimento totale annualizzato del 41,3%, collocandosi tra i migliori fondi azionari Usa. Nello stesso periodo, il guadagno per gli investitori è stato molto inferiore. “Se consideriamo le tempistiche di ingresso e uscita dall’ETF, vediamo che i sottoscrittori hanno ottenuto meno di un quarto della performance totale”, spiega Arnott. “Le nostre stime dicono che l’investor return è stato del 9,9% nel quinquennio, quindi inferiore all’S&P 500 di circa 8 punti percentuali l’anno”.