BTp, Bce: non possiamo intervenire. Pimco consiglia di shortare

30 Maggio 2018, di Daniele Chicca

Contrariamente a quanto sostenuto da diversi concorrenti, tra cui JP Morgan Asset management, che ritiene convenienti a questi prezzi i BTp, Pimco, il più grande fondo obbligazionario al mondo, consiglia di speculare al ribasso sui titoli di Stato italiano. Anche perché le speculazioni di mercato secondo cui la Bce potrebbe essere costretta a intervenire, sono state messe a tacere dai funzionari della diretta interessata.

Alla luce della grave crisi istituzionale ancora in corso, il chief investment officer del global fixed income macro del gruppo, Andrew Balls, ritiene che nonostante il balzo dei rendimenti degli ultimi giorni i BTp non offrono al momento una compensazione sufficiente per il rischio di un’eventuale uscita dell’Italia dall’area euro. Ipotesi che, sebbene di difficile attuazione, non è più da escludere dopo gli eventi degli ultimi giorni.

“Non prevediamo che l’Italia abbandoni l’euro, ma non c’è bisogno che si materializzi” un evento shock come questo appena descritto, secondo Balls, “per pretendere una compensazione più alta per il rischio intrapreso”.

Balls ha parlato durante un briefing con i giornalisti a Londra, nel quale ha aggiunto che l’Italia potrebbe effettivamente anche finire per uscire dal blocco senza abbandonare fisicamente e ufficialmente la moneta unica. Per esempio perdendo accesso agli istituti dell’area euro.

Italia, Bce: non abbiamo mandato e strumenti per intervenire

Un altro fattore di rischio è rappresentato dal fatto che la Bce – che sta continuando a comprare anche BTp tramite il suo programma QE – non vede gli estremi per un intervento di emergenza in soccorso dell’Italia.

Per la precisione, una fonte interna all’istituto centrale di Francoforte, hanno confidato a Reuters che la Bce “non ha proprio gli strumenti o il mandato per risolvere quella che è una crisi politica in Italia”. Un’altra fonte ha spiegato che “non siamo ancora arrivati a una fase in cui c’è da preoccuparsi per i depositi in banca e spero che non ci arriveremo mai”.

I media mainstream italiani hanno riportato l’indiscrezione come se si tratti di una buona notizia, in quanto vuol dire che Mario Draghi non è preoccupato per la crisi politica italiana, che non vede come una minaccia abbastanza grande da meritare un intervento della Bce.

Alcuni commentatori stranieri hanno tuttavia ricordato che, a prescindere dalle dichiarazioni di facciata rilasciate alle agenzie di stampa, non va sottovalutata la flessibilità della Bce quando si tratta di reagire nel caso in cui la situazione dovesse precipitare. La crisi di governo non è ancora risolta e in più di una sala operativa sono convinti che la Bce farà tutto il possibile per evitare un contagio in Europa.

Senza contare che alla crisi di governo italiana si potrebbe venerdì aggiungere quella spagnola, con il governo Rajoy che deve affrontare un voto di sfiducia in parlamento il cui stesso partito Popolare conservatore al potere ha ammesso di poter facilmente perdere.

Per adesso il mercato sta tirando un sospiro di sollievo sul secondario, con il tasso del BTp a due anni che scende di 100 punti base circa dai massimi toccati martedì, attestandosi intorno all’1,72%. Anche lo Spread con i Bund, come si vede nel grafico sotto riportato, si è ridotto.